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2_giugno_CamussoLo striscione “Libertà Democrazia Costituzione Lavoro “ apriva il corteo della Festa della Repubblica ieri a Porta Venezia.

L’iniziativa, proposta per il secondo anno da un ampio coordinamento che comprende ANPI, CGIL, ACLI,ANCI, Libertà e Giustizia, Casa della carità, Casa della Cultura, Libera si è svolta nella suggestione della Milano appena “liberata”, un’altra grande festa di colori e bandiere dopo tante feste delle ultime settimane.

Mi sembra una grande idea aver spostato l’attenzione del 2 giugno sulla Costituzione: non so quanti cittadini si riconoscano nelle parate militari, che difficilmente ricordano l’articolo 11 (L’Italia ripudia la guerra…), mentre il nostro vanto è una Repubblica basata sulla Costituzione, che può quindi solo lavorare in armonia con le altre nazioni per affermare i diritti di tutti e varare politiche che consentano di realizzare nella pratica questi diritti.

Bello lo slogan “La Carta Costituzionale non si ricicla” , importante il sostegno deciso ai Refendum del 12 e 13 giugno, ricordati durante il corteo ed in tutti gli interventi.

2_giugno_e_costituzioneDal palco, la lettura dei primi 15 articoli della Costituzione (i Principi Fondamentali), lontani dall’essere realizzati a pieno, anzi contestati dalla maggioranza attuale, sentiti come vincolo insopportabile alla realizzazione delle loro riforme.

Gli interventi più belli secondo me sono stati quelli di Carlo Smuraglia  e di Susanna Camusso. Novantenne con una tempra da giovanissimo, il primo si è collegato all’atmosfera di festa a Milano  città simbolo della Liberazione, per chiamare alla vigilanza antifascista, soprattutto ora che la destra si sente indebolita e sferzare i politici che troppo spesso si perdono in discorsi sulle alleanze e non vedono che la gente è già unita.

La Susanna Camusso ha fatto un discorso da vero leader politico. E’ partita dalle piazze di “Se non ora quando?” in febbraio, rivendicando alle donne il primo scossone a questo sistema, passando per le piazze dei giovani precari e dello sciopero generale del 6 maggio.

Che il cambiamento sia possibile, che la destra abbia governato con promesse e menzogne e l’Italia sia l’unico paese Europeo in cui oggi non c’è ripresa è una realtà che oggi sempre di più si sta rendendo evidente e dobbiamo prepararci a governare questo paese.

“Cambiare si può”, le idee per il cambiamento ce le abbiamo, ci meritiamo il lavoro e l’uguaglianza di diritti sanciti dalla Costituzione!

Per saperne di più : http://www.cgil.it/DettaglioDocumento.aspx?ID=16592

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