- Scritto da Alfredo Avanzi
- Categoria: Opinioni
Pubblichiamo con piacere questo articolo gentilmente concesso dall'autore, e pubblicato sul portale dirigentindustria.it.
Introduzione
Nel XXI secolo l’umanità affronta due dinamiche globali che ridisegnano economia, geopolitica e società: la crisi climatica e l’accelerazione tecnologica.
Transizione ecologica e trasformazione digitale, un tempo considerate processi paralleli, appaiono oggi come dimensioni di un medesimo paradigma, spesso definito Twin Transition.
- Scritto da Claudio Balice Lissoni
- Categoria: Opinioni
0 – contesto primordiale dei popoli ed origine del campanilismo
A metà dell’VIII secolo a.C., momento in cui la tradizione pone la fondazione di Roma, l’Italia preromana presenta una grande varietà di popoli: alcuni di essi fanno parte del substrato mediterraneo pre-indoeuropeo, composto da autoctoni e da immigrati da oltremare, altri invece sono giunti nella penisola in seguito alle invasioni indoeuropee che, a partire dal II millennio, interessano la maggior parte dell’Europa, l’Iran e l’India. Alcuni di questi nuovi popoli, come vedremo tra poco, si sono sovrapposti agli strati indigeni più antichi. Al substrato pre-indoeuropeo appartengono i Liguri, una popolazione montanara, stabilitasi a nord dell’Etruria e i Sicani, autoctoni della Sicilia, secondo la tradizione spinti verso il sud-ovest dell’isola dai Siculi, provenienti dall’Italia intorno all’XI secolo a.C. Per i loro costumi matriarcali, estranei a quelli delle popolazioni indoeuropee, si ritiene che i Siculi appartengano al fondo mediterraneo e che siano parenti stretti di Enotri, Coni, Morgeti e Itali, tutte popolazioni indigene del sud della penisola, che i Greci consideravano Pelasgi. Tutti questi popoli erano agricoltori e praticavano esclusivamente il rito funerario dell’inumazione.
- Scritto da Claudio Balice Lissoni
- Categoria: Opinioni
0 – La superpotenza: cenni storici.
Nati nel 1776 da una rivoluzione contro il dominio coloniale britannico, gli Stati Uniti, con la loro Costituzione federale e il loro sistema politico, hanno dato vita al primo grande esperimento democratico della storia moderna e sono diventati nel corso di poco più di un secolo una delle prime potenze economiche mondiali. Lacerati da una drammatica guerra civile negli anni Sessanta del 19° secolo, sono stati poi proiettati verso uno straordinario sviluppo. Hanno giocato un ruolo crescente e poi primario nella storia dell’ultimo secolo: dapprima all’epoca delle due guerre mondiali, quindi nell’età del bipolarismo e della guerra fredda, e infine, dopo la caduta dell’Unione Sovietica, nella cosiddetta era della Globalizzazione.
- Scritto da Sergio Civati
- Categoria: Opinioni
Cara Virginia Libero,
Questa mia lettera è rivolta a te scritta da un “militonto” quasi ottantenne.
Di certo non avrai la possibilità di leggerla, perché sei molto impegnata a “goderti il tuo momento di notorietà” in TV e sui giornali.
Infatti, è lo sport preferito dei media utilizzare le persone per favorire le divisioni a sinistra, che già non ne avrebbe bisogno di suo. Sappi che, come in passato, presto non gli servirai più e ti si spegneranno i riflettori.
Il passaggio più ripreso del tuo intervento alla Festa Nazionale dell’Unità è stato quello del: “Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Per noi parlare di patria vuol dire ripudiare la guerra. Noi organizzeremo i disertori".
3 commenti- Scritto da Maurizio Montanari
- Categoria: Opinioni

Scrivo di getto questa riflessione dopo aver ascoltato la relazione della Segretaria alla Festa nazionale de l'Unità di Reggio Emilia. La relazione è stata ricca di proposte programmatiche: Elly ha studiato, lavorato e prodotto!
Sono contento del lavoro proposto? Come elettore del Partito Democratico assolutamente sì. Rimane, invece, la delusione del militante per non essere stato coinvolto in questa elaborazione: per esempio, la Segretaria non poteva condividere prima con la base del partito la relazione programmatica di ieri?
- Scritto da Sergio Civati
- Categoria: Opinioni
Mentre in questa torrida e infinita estate ci si continua a sollazzare mediaticamente e politicamente riguardo “ai destini della famiglia del bosco”, su chi sia il vero colpevole di Garlasco, sulla querelle Ranucci-Lavitola, sul Mellonellum a uno o a due turni, sulle primarie sì o no, la questione climatica dovrebbe— sottolineo, dovrebbe — essere al primo posto dell’attenzione dei media, del Governo, della politica, dei cittadini. E invece….
Noi ci occupiamo d’altro!
- Scritto da Maurizio Montanari
- Categoria: Opinioni

Ve li ricordate, Trump e Meloni, “pappa e ciccia” fino a non molto tempo fa? E non erano “pappa e ciccia” per caso, ma per una alleanza politica costruita e coltivata ormai da diversi anni.
A questa alleanza politica noi dobbiamo la gravissima crisi economica, finanziaria e politica del nostro tempo.
Il costo dei carburanti è solo uno dei sintomi. È ovvio che il clima di incertezza che tutti stiamo vivendo si riflette sul mondo dell’industria e del commercio e, di conseguenza, sulle prospettive di crescita economica e di mantenimento dell’occupazione. Si riflette, inoltre, sulla crescita del costo della vita e quindi sulla perdita di potere d’acquisto di tutti noi.
- Scritto da Claudio Balice Lissoni
- Categoria: Opinioni
Ci sono momenti, attimi ed istanti scanditi da racconti e parole che, anche se non subito, fanno vibrare l'anima di chi le ascolta: i messaggi che portano con se ritornano prorompenti a testimonianza della potenza, forse inconscia, di chi le ha pronunciate con la stessa semplicità narrativa dello spaccato di vita che si sta raccontando.
Ne nascono riflessioni, introspezioni e metafore che riempiono notti insonni tra emozioni ed altrettanto semplici sorrisi a riprova della straordinaria ironia della vita e di un trascendente equilibrio nel quale ognuno di noi è immerso nel proprio viaggio di vita.
- Scritto da Sarah Brizzolara
- Categoria: Opinioni

Intervento in Direzione Nazionale PD del 23 luglio 2026.
In questi giorni l’Italia si trova nella morsa dell’anticiclone subtropicale “Cerberus”, con temperature che sfiorano i 38-40°C nelle pianure. La Lombardia e la Pianura Padana da cui vengo, in particolare, sono diventate una vera e propria cappa di afa opprimente.
Non si tratta solo di fastidio, ma di un problema serio legato alla salute, al sonno, al lavoro e alla qualità della vita.
- Scritto da Sergio Civati
- Categoria: Opinioni
Per favore ... Dateci un programma!
Da mesi opinionisti, elettori, iscritti, unanimemente e “disperatamente” fanno una domanda che finora non hanno avuto risposta.
Cari amici dirigenti del “campo largo”. per favore scrivete un programma o almeno dei punti comuni o almeno un “manifesto dei valori” condiviso.
Volete farlo ognuno a “casa vostra” e poi fare una sintesi? Va bene…ma fatelo!
