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angela-ronchiA poche settimane dalla sua scomparsa, sento la necessità di tratteggiare un breve ricordo di Angela Ronchi riandando con la memoria al periodo trascorso con lei nel Comitato di Quartiere di S. Fruttuoso, del quale fu Presidente.

Un carattere dai tratti a volte scorbutici quello di Angela ma sempre permeato dalla tolleranza e dal rispetto portato all'interlocutore.

A differenza di oggi, vivevamo una fase in cui erano ancora le ideologie a scavare solchi di diffidenza e di incomprensione a volte travalicanti la effettiva portata delle personali intenzioni; solchi che perdevano però la dirompente dimensione della separatezza quando spianati dall'esercizio costante del dialogo, a volte aspro, ma sempre sfrondato dai reciproci infingimenti. Angela ne fu una instancabile promotrice!

Mi rimane di lei vivo il ricordo della sua grande passione civile, una preziosa cornice dentro la quale seppe sempre dipingere il suo attaccamento alla Politica, alle Istituzioni, alle Persone.

Una passione civile che oggi rischia di essere la vera ed unica destinataria di una imperdonabile e non so quanto inconsapevole rottamazione.

Mi sono chiesto se non sarebbe stata doverosa la presenza sia pure simbolica delle istituzioni cittadine, a rimarcare dal versante civico il grazie espresso a nome della comunità dal sacerdote officiante le esequie religiose; so che Roberto Scanagatti ne ha ricordato il profilo in Consiglio Comunale ma so anche, avendole vissute direttamente, che queste celebrazioni rischiano di rinchiudersi nella loro dimensione rituale.

Non vuole essere un giudizio; la Città ha forse persa l'ennesima occasione per valorizzare appieno, additandolo ad esempio, il patrimonio comune costituito dal modo di fornire anima e gambe alle Istituzioni ed alla Politica testimoniato da Angela. Peccato.

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