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the first hole parte terza0 – Introduzione allo stato dell’arte

Story telling ed analisi dei mutamenti della sfera sociale, l’attenzione è da porre sulla pragmaticità brianzola e di come la classe politica che la rappresenta sembri pronta alla realizzazione dell’infrastruttura a riprova di come la vision teodolindea sia concreta nella concezione del senso della comunità aperta, in quanto portatrice sana di quel DNA di interscambi proprio di una porzione di territorio centrale di una pianura che sia per sua orografia che per posizione sul continente europeo è crocevia di interscambi commerciali, sociali e di altro genere.

In quanto opera concreta, la metropolitana necessita in primis di un approvvigionamento di materiali ad alto contenuto qualitativo e tecnologicamente al passo con i tempi ed altresì lungimiranti rispetto al progresso tecnologico che verrà: dal punto di vista dello scacchiere internazionale, le materie prime – ivi comprese le terre rare che ne fanno primordialmente parte – sono oggetto di contesa ed obiettivo strategico da parte degli attori/competitor che intendono l’autosufficienza industriale un obiettivo strategico: dal rame, alla grafite, passando per silicio e cobalto, le guerre per procura che attorniano la penisola europea, sono mosse anche per garantire l’acquisizione di fette di terra, sotto le quali sono presenti i materiali suddetti ed altri ritenuti strumento tattico per la realizzazione di uno o più obiettivi strategici. Nonché manchino contratti di reciproco interscambio commerciali tra nazioni sovrane che si propongono la realizzazione degli stessi obiettivi in fatto di politica industriale internazionale senza arrivare all’ultima ratio in ambito di politica estera ma quel che è palese è la priorità dei “pezzi sulla scacchiera” nel posizionarsi sul quadrante migliore a scapito di altri elementi presenti nella diatriba bellico-commerciale.

Volendo limitare l’orizzonte esplorativo all’ambito nazionale, il sistema Italia, è in deficit rispetto all’autosufficienza dal punto di vista dell’industria tecnologica: l’approvvigionamento di materie prima vive di contratti internazionali e l’industria elettronica di alta precisione vive un periodo di crisi dovuto a molteplici fattori già analizzati negli articoli a tema tecnofeudalesimo e grafite: ergo, è indispensabile, per la realizzazione delle infrastrutture della mobilità, garantire una filiera di produzione attraverso trattati internazionali di interscambio commerciale; per il prolungamento della metropolitana a Monza il materiale c’è ed è affidabile proprio perché gli enti pubblici coinvolti hanno fatto affidamento agli attori industriali di Metropolitana milanese.


1 – Materiali e tecnologia.

La costruzione di una metropolitana richiede una vasta gamma di materie prime, con una forte prevalenza di materiali strutturali resistenti ad alte pressioni e agenti corrosivi. I materiali principali includono calcestruzzo, acciaio, materiali impermeabilizzanti e inerti per gallerie e stazioni.

In via di prima analisi, i materiali principali si annoverano: la Calcestruzzo e Cemento, utilizzato per la realizzazione di diaframmi perimetrali, solai, fodere interne delle stazioni, conci prefabbricati per il rivestimento dei tunnel e basi per i binari. Si utilizzano calcestruzzi ad alta resistenza e spesso pre-miscelati l’acciaio, utilizzato massicciamente sotto forma di barre per cemento armato (ferro d’armatura) e acciaio strutturale per travi, colonne e puntoni per contrastare la pressione del terreno durante gli scavi (metodo top-down o cut-and-cover).

Vengono poi i Conci Prefabbricati in Calcestruzzo, ovvero segmenti curvi prodotti in fabbrica che vengono assemblati dalle talpe (TBM – Tunnel Boring Machine) per formare l’anello strutturale della galleria, per passare ai Materiali Impermeabilizzanti: membrane in PVC, bitume-polimero e bentonite sono essenziali per proteggere le strutture sotterranee dalle falde acquifere, prevenendo infiltrazioni e corrosione.

Si passa poi allo shotcrete (Calcestruzzo Proiettato): Cemento spruzzato direttamente sulle pareti del tunnel subito dopo lo scavo per consolidare il terreno; i materiali inerti (Sabbia, Ghiaia, Roccia), fondamentali per la preparazione del calcestruzzo e per creare il sottofondo stradale o ferroviario.

Si arriva poi ai materiali conduttivi dell’elettricità come il rame, fondamentale per i sistemi di alimentazione elettrica (terza rotaia), impianti di illuminazione e di ventilazione, ai materiali in vetroresina, in particolare armature in vetroresina (VTR) per consolidamenti dove è necessario un materiale resistente ma tagliabile dalla talpa.

Per finire ai decorativi: piastrelle, pietra, vetro e metalli ecc…

La gestione di queste materie prime deve anche considerare la sostenibilità, con un crescente utilizzo di materiali riciclati e tecniche di costruzione e, si comprende facilmente, come essi siano abbondantemente presenti sul territorio nazionale.
Dopo questa rapida carrellata di materiali generici necessari per costruire una metropolitana, il focus geopolitico-internazionale che attrae l’attenzione di Poliratio verte sull’industria elettronica, la quale, come accennato, necessita delle ormai inflazionate terre rare, poco presenti sulla penisola baciata dal Sole; la nostra attenzione sull’aspetto della tecnologia necessari per la gestione in esercizio dei convogli e di tutti i sistemi – soprattutto in merito alla sicurezza – che vigilano il naturale e normale svolgimento delle operazioni di trasporto quotidiane. In attenzione al tema del trasporto di massa sotterraneo e volendo dare un respiro globale all’analisi in oggetto, secondo un arco temporale apprezzabile in termini di evoluzione delle infrastrutture, è opportuno porre in luce quanto riportato dal seguente grafico:

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Fonte: nature.com

In riferimento al delta temporale che va dal 1970 al 2020, ovvero il mezzo secolo in cui tutti i 5 continenti hanno prodotto linee di trasporto su ferro sotterranee, la rampa di crescita intuibile visivamente corrisponde ad un altrettanto iperbolico incremento di utilizzo di materie prime: dal cemento ai semiconduttori, ivi inclusi elementi che garantiscono una performance di alto livello nel tempo; dal silicio alla grafite passando per rame di alta qualità; ed è proprio su questa ultima categoria di materie prime che si apre l’analisi geopolitica oggetto d’attenzione.

Il quesito verte sulle riserve presenti nel sottosuolo e, soprattutto sulle relazioni internazionali commerciali ed economiche necessarie per approvvigionarsi e/o scambiare know-how in merito alle ultime tecniche costruttive ed impiego della tecnologia di ultima generazione nonché l’aspetto della green-transition, ovvero la sostenibilità ambientale durante l’iter di realizzazione e l’impiego di eventuali nuovi ritrovati in fatto di materiali che conferiscono per vari motivi un miglioramento in termini di salvaguardia dell’ambiente (dall’estrazione degli stessi, alla loro rinnovabilità ed all’eventuale tasso d’inquinamento prodotto dagli stessi nella fase di smaltimento).

Altro discorso ma equipollente dal punto di vista dell’approvvigionamento, riguarda i materiali utilizzati per riqualificare (o rimettere in ordine) gli squarci prodotti dalla cantieristica: in ambito di arredo urbano, si assiste in molte città, a prescindere dalla realizzazione di una metropolitana, al rifacimento di molti elementi in chiave green: dalle pavimentazioni drenanti a canalizzazioni atte al recupero forzato e funzionale delle acque piovane, all’installazione di elementi di arredo verde (piante e fioriere) per concludere (ma non esaustivamente) con vedi e propri costrutti architettonici sormontati da pannelli solari o da materiali funzionali alla conversione in energia di elementi naturali (sole e vento).

Nel primo articolo di questa serie basata sul prolungamento della metropolitana da Milano a Monza, sono state citate le tecniche costruttive delle 10 prime metropolitane europee e, di particolare attenzione, viene utile, la tecnica “cut-and-cover” (taglia e cuci) che prevede un vero e proprio cantiere a cielo aperto e lavori a livello piano terra ed in trincea ma non attraverso l’utilizzo della cosiddetta “talpa”; ciò produce una visibilissima movimentazione terra ed un altrettanto importante occasione per il rifacimenti di alcuni tratti in superficie.


2 – i materiali invisibili

La realizzazione di elementi di arredo urbano che producono energia rinnovabile, permette, di affrontare il tema dell’approvvigionamento energetico in merito alla metropolitana monzese sottolineando sin da subito di come si crei una metafora/protocollo utilizzabile per tantissimi altri ambiti urbanistici e di edilizia.
Enerigaitalia.news ci dà una mano e permette di analizzare l’approvvigionamento energetico generale europeo:

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fonte: energiaitalia.news

Rientrando sulla penisola baciata dal sole e baciata dal vento, è opportuno osservare come la Lombardia, bagnata dall’acqua, sia la prima in classifica in quanto approvvigionamento energetico da fonti idroelettriche in Italia, nel 2022:

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fonte: web

Con 5693 MW prodotti al 31/12/2022, siamo la regione più green d’Italia.

La conformazione orografica del territorio lombardo la cui presenza simultanea di montagne e pianura crea variazioni altimetriche che si prestano alla trasformazione dell’energia dell’acqua in discesa in energia elettrica; la piovosità della pianura padana facilita tale meccanismo e l’ingegno umano pone rimedio a periodi di siccità avendo realizzato condotte di ripompaggio in quota dell’acqua arrivata a valle alimentati attraverso la stessa energia elettrica prodotta dal passaggio in centrale della stessa acqua utilizzata durante il tragitto da monte a valle.

Nel 2025, un’inchiesta de L’eco di Bergamo, su base regionale, sembra mettere in allarme i più appassionati di green-deal ponendo in luce una certa voluttuosità rispetto allo sfruttamento virtuoso dell’idroelettrico e delle fonti rinnovabili:

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Fonte: Eco di Bergamo.

Il raffronto tra l’andamento 2023/2024 e primo semestre 2025 in termini puri di MW prodotti vede l’idrico/rinnovabile in forte flessione ma una più costante percentuale di produzione che dal punto di vista macro-nazionale vede comunque una crescita in merito alla produzione energetica attraverso fonti rinnovabili.

A completamento numerico, il comunicato stampa di Terna riporta che: “I consumi elettrici in Italia nel 2025 sono rimasti sostanzialmente stabili a 311,3 TWh rispetto all’anno precedente, mentre la produzione fotovoltaica ha segnato un nuovo record storico, ma la capacità da rinnovabili a livello regionale è aumentata a ritmi non in linea con la Tabella di marcia al 2030 del Decreto Aree idonee, e solo 8 Regioni a dicembre 2025 superavano il target previsto.”.

Si può, quindi concludere che il sistema Italia è attivo sul fronte della transizione energetica con la Lombardia capofila e la provincia di Monza e della Brianza è pronta per proseguire – cosa che sta già facendo – sulle orme tracciate; in merito al prolungamento di metropolitana milanese, linea 5 “lilla”, l’iter burocratico amministrativo procede secondo protocollo, l’approvvigionamento di materiali e risorse “invisibili” è assodato ed il trend, sulla base degli elementi transitori alla mobilità elettrica non è altro che incoraggiante; infine, va ribadito il ruolo della popolazione, dell’associazionismo e della politica locale che all’unisono chiedono uno slancio in senso di concretizzazione degli sforzi di numerose amministrazioni monzesi.

C’è infine da considerare l’effetto Ucraina, ovvero, la ridefinizione e l’aumento dei costi dell’approvvigionamento energetico nazionale in funzione di un conflitto che ha visto e vede la partecipazione di una moltitudine di Nazioni ed attori che va ben oltre le forze belligeranti.

Innanzitutto è opportuno osservare il macro-dato di IEA che esprime la sempre bramosa necessità mondiale di energia elettrica; la previsione è che la domanda aggiuntiva sarà coperta in pressoché totale con elettricità verde, da fonti rinnovabili: nel report Electricity 2025, il primo elemento rilevante è una richiesta di energia elettrica in crescita sensibile. Con una domanda globale di elettricità già aumentata, nel 2024, del 4,3% si prevede che continuerà a crescere di quasi il 4% fino al 2027.

Nei prossimi tre anni, si prevede che il consumo globale di elettricità aumenterà di 3500 TWh, rappresentando un valore “senza precedenti”, secondo IEA.

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Si evince che prima ancora di un vera e propria ricerca dell’energia in funzione di un trend economico in aumento, dal punto di vista globale, la transizione energetica abbia incentivato la ricerca stessa, possibilmente da fonti rinnovabili: lo stesso trend delle rinnovabili – già affrontato – è in forte crescita e su base nazionale gli effetti di una transizione che pur nelle difficoltà fa il suo corso sono visibili fin sulla bolletta dei monzesi: Il mercato elettrico italiano ha visto aumentare nel 2025 il prezzo medio all’ingrosso: il Pun Index GME è stato pari al 115,32€/MWh, con un aumento di 6,80€/MWh rispetto al 2024, un dato in linea con le più importanti quotazioni europee.

Ha registrato valori più alti nei primi mesi dell’anno, per mantenersi stabile successivamente, anche grazie al picco dei volumi rinnovabili in primavera e in estate. Il prezzo medio è stato di: 124,23€/MW nelle ore di picco e 110,66€/MWh nelle ore non di picco; il rapporto picco/baseload, invece, è salito, mentre minimi del Pun Index GME pari a 0€/MWh sono stati registrati in diverse giornate del mese di maggio.

L’analisi dei prezzi medi zonali, invece, ha svelato aumenti leggermente più alti al Nord e al Centro Nord, dove sono saliti a 116€/ MWh (+7/+8€/MWh). Nelle altre zone del Paese, invece, i prezzi registrati sono più bassi: qui sono stati registrati valori medi sui 112/115€/MWh (+2/+6€/MWh).

Ne è scaturita un’inversione dei differenziali interni alla Penisola (Nord-Sud: +2,4€/ MWh). Per quello che riguarda i valori minimi e massimi.

A novembre il costo dell’energia elettrica in Italia ha avuto un valore medio di 117,09€/MWh, in crescita del 5,4% rispetto ai 111,04€/MWh registrati il mese precedente. Viene dunque confermato il trend di crescita iniziato ad agosto, quando il PUN aveva raggiunto il valore di 108,79€/MWh (il minimo del 2025 è di maggio, con il PUN pari a 93,58€/MWh). Si resta ad ogni modo ben al di sotto del massimo di 150,36€/MWh relativo a febbraio.

L’aggregazione dei dati posti in luce conferma quanto è stato dibattuto in ambito politico internazionale, nazionale e monzese: nonostante i costi in aumento, la transizione ecologica è un processo irreversibile di cui la sorella green afferente alla mobilità elettrica procede di pari passo; la Lombardia si attesta capofila di un saldo sistema nazionale di approvvigionamento che fa fronte alle necessità, sostiene le amministrazioni locali, gli enti e gli stake-holder coinvolti nell’attuazione di quei provvedimenti continui all’obiettivo green Earth.

In fatto di mobilità il mercato del automotive procede assieme ai partner energetici facendo il suo ruolo ed il trasporto pubblico di massa crea nuove condizioni green ed opportunità negli spostamenti le quali slanciano ulteriormente la naturalità dell’essere umano: muoversi, esplorare, conoscere, socializzare, crescere poiché “nati non fummo a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza” e questa metropolitana “s’ha da fare”!.

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