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se non ora quandoCara Elly

In queste drammatiche ore in Medio Oriente, mi permetto comunque di scriverti questa mia lettera anche per la stretta relazione che hanno questi contenuti, con i temi della democrazia in pericolo a livello internazionale e anche nel nostro paese.

Sono un iscritto del Pd di Monza, faccio parte della corrente “pulcini sciolti” (conta molto poco nel partito). Mi permetto con la consueta sfacciataggine di metterti in comune alcune mie riflessioni e domande su questioni importanti, che (secondo me) hanno bisogno di risposte urgenti.

In questi anni ho molto apprezzato il tuo grande impegno militante e la determinazione per costruire una alleanza larga e unitaria. Così anche per le posizioni che hai saputo tenere riguardo all’Ucraina e al conflitto Israele-Palestina.

Quale pace? Quali diritti internazionali?


La scomparsa degli organismi internazionali.

Stiamo da più anni assistendo allo svuotamento dei diritti internazionali, della funzione dell’Onu e della stessa Europa con i diritti di veto, di tutti gli organismi multilaterali e a una divisione del mondo, dettata dalla forza economica e militare.

I principali attori di questo stravolgimento ci sono noti: Trump, Netanyahu, Putin e tanti altri con la complicità o l’assenza a volte della stessa Europa e del nostro paese.

Anche l’ultima guerra aperta in Medio Oriente, “spacciata per il ripristino e difesa della democrazia” va in questa direzione, pur con il “comprensibile” consenso di una buona parte del popolo iraniano martoriato da decenni da una terribile dittatura.


Ucraina

Siamo all’inizio del quinto anno di guerra, dopo che l’invasione russa puntava direttamente a Kiev. Milioni di morti anche civili, che convivono da anni con stragi e in condizioni estreme di freddo e povertà

Una parte della sinistra (?) continua a non sostenerne le ragioni di una vera e propria resistenza per la libertà, la democrazia e la vocazione europea. Non nascondo il notare con dispiacere, anche una nostra timidezza o assenza alle poche manifestazioni promosse da altri soggetti.


Palestina

Dopo la cosiddetta “pace” di Trump, siamo in presenza del persistere di aggressioni con migliaia di morti civili; la graduale annessione della Cisgiordania; la nascita del “Board of Peace” (non altro che lo svuotamento dell’Onu e un progetto immobiliare come ricostruzione); l’assenza a tutti i livelli di rappresentanza palestinese; una informazione e dei media che “hanno spento la voce” sul persistere del dramma palestinese

Ucraina e Palestina nella loro diversità hanno in comune: il diritto a “una pace giusta” che dia diritto ad Ucraini e Palestinesi, di governare in libertà e autonomia territoriale le proprie terre. Perché non è pace se non è giusta!

Cara Elly…cosa si aspetta ancora a mobilitare il partito e le piazze, per il ripristino e il rinnovamento degli organismi dei “diritti internazionali”; per il sostegno alla libertà e alla democrazia di tutti quei popoli soggiogati da dittature; dal volere delle “paci giuste” in Ucraina e Palestina.

SE NON ORA…QUANDO?


Il Pd e le future Elezioni: a poco più di un anno dalle future elezioni.

Per il programma: non è ancora chiaro né il percorso né i contenuti da presentare agli elettori, se vogliamo porci come una vera e propria alternativa al centrodestra.

Non appare sufficiente fare un elenco dei desiderata: il salario minimo, la giustizia giusta, la scuola e la sanità pubblica, una maggiore sicurezza per i cittadini.

Una forza e una coalizione che si propone come alternativa di Governo, è chiamato ad elaborare ed esplicitare le proprie di politiche: individuando obiettivi, scelte e risorse necessarie.

Al proposito noto, che c’è un tema praticamente scomparso dalla agenda internazionale, europea e italiana e anche nel nostro partito: I cambiamenti climatici!

Da una parte, “silenziosamente”, le destre stanno svuotando obiettivi e azioni previste dai trattati internazionali. Dall’’altra, prendo amaramente atto che anche per il centrosinistra e lo stesso nostro partito, questo tema sia scomparso dall’Agenda delle priorità.


Qual è il percorso che si intende realizzare per costruire il programma, la coalizione e chi proponiamo per governare?

Ogni partito a casa propria?... per poi delegare “solo”ai vertici dei partiti le scelte e la definizione? Oppure un percorso partecipato e aperto a comitati, categorie professionali, società civile, replicando in maniera aggiornata il modello allora vincente di Romano Prodi?

Quale coalizione? Risultato di veti o contro veti come nel caso delle ultime elezioni…oppure... un percorso iniziale molto aperto alle forze politiche interessate sulla costruzione del programma e la definizione di chi vi partecipa, ne è la conseguenza?

Chi guiderà la coalizione? Andremo a replicare il modello centrodestra, per cui spetta al maggiore partito? Oppure rispolverando le primarie di coalizione? Oppure ancora, una tua generosa scelta di metterti “di fianco”, per un interesse più generale e andare ad individuare un federatore, capace per ruolo e qualità di saper tenere insieme esperienze diverse tra loro?

Cara Elly…. Queste domande hanno bisogno di scelte e risposte urgenti per i nostri elettori e iscritti.

SE NON ORA…QUANDO?


Alla vigilia di un nuovo Sistema Elettorale

È di questi giorni la proposta del centrodestra, per un nuovo sistema elettorale.

Anche su questo non basta dire no! Quale è la nostra di proposta?

Il Pd è nato come una forza con vocazioni maggioritarie e democratiche.

Come nella futura legge, questi valori fondanti, troveranno una loro presenza e identità?

Da sempre, nel nostro partito, si sono confrontate opinioni e culture diverse: quella dei collegi (con possibilità di primarie) e quelle proporzionali (con possibili preferenze).

In teoria non si dovrebbe, fare una legge elettorale, per rispondere alle necessità di questo o quel governo. Ma da sempre ahimè, questo è avvenuto.

Possiamo avere, almeno come Pd, alcuni punti fermi condivisi?

No a liste bloccate – sapere prima e non dopo le elezioni la coalizione, il programma e chi si propone a governare - prevedere un sistema che garantisca stabilità negli anni e allo stesso tempo non svuoti il parlamento delle sue prerogative democratiche.

Cara Elly…è condivisibile e positivo, che in queste settimane, convegni e questionari avviino primi processi partecipativi. Ma su programma, quale coalizione e leader e con quale sistema elettorale, possiamo e dobbiamo prevedere un ampio e aperto confronto a tutti livelli, territori e circoli in primis?

SE NON ORA…QUANDO?

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