Dalla Carta Universale dei diritti dell’uomo
Art.13: Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.
Art.14: Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni. [...]
Il 26 Febbraio 2023, a poca distanza delle coste di Cutro, un barcone proveniente dalle coste Turche con a bordo 200 migranti si spezzò in due provocando 100 morti tra i quali molti bambini. Una strage annunciata che poteva essere evitata attivando tempestivamente i soccorsi.
Secondo il rapporto migranti, nel 2025 ci sono stati 1787 morti nel mediterraneo. Al 21 Gennaio 2026 si stimano già 2000 dispersi in mare.
Negli ultimi anni le politiche migratorie nazionali ed europee si sono orientate alla difesa dei confini nazionali, piuttosto che realizzare corridoi umanitari, programmi di accoglienza ed integrazione (come gli Sprar) per le persone in fuga dalle aree in conflitto o insicure a causa di tensioni politiche.
Gli accordi bilaterali tra stati hanno finanziato paesi come la Libia e l’Algeria per esternalizzare i controlli ed il blocco dei visti, dove i migranti sono trattenuti in stato di detenzione in condizioni infernali, sottoposti a torture, violenze di ogni genere, fino alla perdita della vita, obbligati all’esborso di ingenti somme di denaro e all’indebitamento per essere liberati con la speranza di salpare.
Il DDL migrazione parla di difesa dei confini, blocco navale, paesi terzi, ma si dimentica che i migranti sono persone, famiglia, lavoro.
Gli immigrati in Italia sono soprattutto lavoratori, imprese, studenti e non un’emergenza sicurezza.
Politiche migratorie basate sui respingimenti, sulle espulsioni, sulla protezione dei confini che limitano il diritto d’asilo, di protezione internazionale e di rifugiato, amplificano la condizione di irregolarità, di precarietà e di illegalità dei migranti, costringendoli a condizioni di sfruttamento, caporalato e schiavitù.
Mentre il governo spagnolo adotta una politica sui migranti basata sui diritti umani, in Italia, il governo colpevolizza le ONG ed inasprisce le condizioni di vita dei migranti trattenuti nei CPR.
Per queste ragioni abbiamo organizzato un presidio a Monza il 28/02 alle 17 in P.zza Roma per difendere i diritti delle persone che migrano da guerre, violenze, soprusi, governi totalitari ed autoritari.
Hanno aderito all’ iniziativa le associazioni aderenti alla Reti BAS, Lissone per la Pace, Monza per la Pace, ONG di soccorso e recupero in mare e ACLI.

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