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Tariffs Lentini

Quello che è accaduto domenica 27 luglio in Scozia rimarrà impresso nella memoria collettiva. Abbiamo assistito a una dimostrazione lampante: l'arroganza e la prepotenza, se non contrastate, diventano armi vincenti. Se si desidera qualcosa e per ottenerla si ricorre a minacce e insulti, purtroppo, oggi la si ottiene.

Il disastro non risiede solo nella sostanza dell'accordo, dove abbiamo capitolato su tutta la linea, ma soprattutto nella forma. Gli Stati Uniti sono innegabilmente forti e, almeno nel breve termine, possono imporre dazi a chiunque vogliano. Tuttavia, non dimentichiamo che l'Unione Europea è il mercato più grande al mondo.

Non si trattava di innescare un'escalation incontrollabile con l'amministrazione Trump, ma di agire, di rispondere alle minacce con altre minacce, ai dazi con altri dazi. Era fondamentale far capire chiaramente a Trump che l'Europa sa difendersi e proteggere i suoi interessi sovrani.

Le Armi Negoziali Ignorate

C’è da chiedersi se abbiamo dimenticato il nostro potere. 

Non deteniamo forse centinaia di miliardi di dollari di debito USA? Quando gli Stati Uniti annunciarono il "Liberation Day" con dazi esorbitanti, l'unica vera ragione per cui Trump fece marcia indietro fu che gli interessi sul debito americano schizzarono alle stelle. Con un debito così grande, non ci si può permettere interessi elevati; la crisi degli spread ce lo ha insegnato.

Forse, proprio come la Cina, non esportiamo centinaia di miliardi di merci in America? Non abbiamo quindi il potere di usare con Trump la sua stessa moneta?

E infine, non potevamo forse minacciare una tassa esorbitante sugli astronomici affari delle Big Tech in Europa?

Insomma, avevamo a disposizione armi negoziali potentissime, in grado di infliggere danni ingenti agli americani. Invece, nulla di tutto questo è stato fatto. Di fronte al rapinatore armato, non solo abbiamo consegnato il portafoglio, ma lo abbiamo guidato fino a casa nostra, regalandogli la proprietà. Perché un accordo in cui si accetta di ricevere dazi al 15% senza mettere contro-dazi in risposta, oltre che non ha quasi precedenti nella storia, si tratta di una rapina. E alla fine è arrivata anche la beffa, con Von der Leyen che ha dato ragione a Trump, parlando di riequilibrio del commercio, come se fosse una colpa avere merci competitive. Questa su tutte è stata l’umiliazione più grande. Abbiamo dimostrato che il diritto internazionale, se non è già morto, è ormai al cancello del cimitero. 

Le Lezioni Non Apprese dalla Storia

Nel 2022, quando Putin invase l'Ucraina, non rispondemmo con dozzine di sanzioni ed embarghi sull'energia solo perché la Russia stava attaccando i nostri interessi vitali. Rispondemmo soprattutto per affermare un principio: il diritto internazionale e il rispetto delle regole, su cui l'Europa e l'ordine democratico sono fondati, non possono essere scavalcati con le armi. L'Europa dimostrò al mondo che era pronta a difendere quel diritto a ogni costo.

Quando però, alle nostre spalle, dopo l'elezione di Trump, quello che era un grande alleato si trasformò in avversario, ci trovammo completamente impreparati. A differenza di altri paesi che risposero a tono alle minacce di Trump del "Liberation Day" e si misero a negoziare un accordo senza cedere a ricatti o concessioni inutili, l'UE, spinta da Italia e Germania terrorizzate dai dazi, percorse la via dell'accomodamento, ovvero dell'appeasement.

Ogni richiesta di Trump veniva accolta con capo chino, genuflessioni e timore. Trump chiede un astronomico 5% del PIL in spese per la difesa? "Sì, signore, agli ordini!" Trump chiede che l'UE rinunci alla global minimum tax (miliardi di entrate persi)? "Certamente, padrone!" E c'era chi ci raccontava che tutte queste concessioni erano fondamentali, che così avremmo riunito l'Occidente, che finalmente Trump si sarebbe saziato (neanche fosse un Dio a cui fare sacrifici) e avrebbe chiesto molti meno dazi, grato per i nostri "regali".

La vera Natura del negoziare con un "Killer"

E invece dove ci portò quella politica? Gli appetiti di Trump, a ogni concessione europea, si ingrandivano sempre di più, perché, si sa, la fame vien mangiando. Qui arriva la vera lezione che ancora non abbiamo imparato: con persone come Trump, che comprendono e ammirano, anche per storia personale, solo la forza, il coraggio e la testardaggine, le concessioni non funzionano, anzi, peggiorano la situazione.

Trump è uno "squalo newyorkese", abituato all'imprenditoria predatoria degli anni '80. Lui stesso più volte ha ribadito questo concetto: al mondo esistono solo "Killer" e "Vittime". Se vuoi avere successo devi essere un killer, altrimenti verrai ucciso. Quando sente l'odore del sangue, attacca. Del resto, il suo motto è proprio "attacca, attacca, attacca". Inoltre, siamo ben consapevoli dell’ammirazione che il Tycoon prova per le persone che sanno tenergli testa.

Come potevamo pensare noi, poveri illusi, di salvarci accettando ogni sua richiesta? Davvero nessuno nelle cancellerie europee, compresa la nostra, ha ancora capito chi è Trump? Non abbiamo ancora compreso che non si può trattare con la testa dentro le fauci di una tigre? Evidentemente non l'abbiamo capito, e l'accordo del 27 luglio ne è la più ovvia conseguenza.

Cosa Fare Ora? Un Cambio di Passo è Urgente

Bisogna però guardare al futuro. Difficile ora disfare ciò che è stato fatto. Probabilmente quasi tutti i paesi europei ratificheranno l’accordo per evitare il peggio. Le contromisure andavano adottate prima. A mio parere, due cose sono fondamentali ora:

  1. Chiedere conto a Ursula von der Leyen di questo disastro e pretenderne le dimissioni, perché lei sola e la Commissione, in quanto detentori esclusivi della prerogativa sul commercio, devono assumersi la responsabilità dell'"accordo".
  2. Trovare una personalità dotata delle capacità politiche adeguate e di rispettabilità all'interno e all'esterno dell'UE. Solo con un cambio di passo si potrà far recuperare credibilità alla Commissione agli occhi degli Europei. 

Non spetta a me decidere chi possa essere questa personalità. Tuttavia so una cosa. La scossa che serve per risvegliare il continente dal suo torpore deve per forza di cose partire da noi Socialisti Europei. Le destre di tutta Europa, da Le Pen ad AfD, già levano le loro grida contro l’operato della commissione, senza riflettere sulla loro ipocrisia di sovranisti. Se siamo in questa situazione è anche dovuto al fatto che l’Europa non è uno Stato unico. Se noi vogliamo evitare che queste forze aumentino i loro già grandi consensi, dobbiamo osare di più, dobbiamo essere coraggiosi e cambiare la rotta di questa nostra Unione. Sia ben chiaro, l’Europa supererà la tempesta dei dazi, pur con gravi danni. Qui il problema sta a monte ed è quello della legittimità internazionale. Se un’entità semi-statale come l’UE non riesce a proteggersi neanche nelle sue prerogative, allora io mi chiedo che senso ha avuto creare un'Europa così. Per questo serve un cambio di passo, ora. Proprio per salvare il sogno europeo. 

Perché delle due l'una: o l'Europa si dota davvero di una Leadership in grado di difendere i suoi interessi essenziali, o la condanniamo all'immobilismo e, di conseguenza, alla morte. Da convinto europeista, non posso accettare la seconda ipotesi, quindi dobbiamo fare di tutto per far avverare la prima. 

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