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Caserma IV NovembreIn questi giorni l’area dismessa della ex caserma IV novembre, ovvero la zona compresa tra via  Grigna, la SS36 e via valle del Curone, è stata oggetto di particolare attenzione da parte degli organi di stampa in seguito ad una raccolta firme promossa dalle associazioni e dai comitati ambientalisti Monzesi. 

In una parte dell’area è previsto il capolinea della M5 e la giunta, in accordo con Regione Lombardia, Agenzia del Demanio e Università Bicocca, vorrebbe realizzare uno studentato per dare risposta alla carenza di alloggi a prezzi accessibili per gli studenti.

La petizione pubblicata su change.org chiede di non tagliare la vegetazione cresciuta nell’area dismessa o, nel caso si decida comunque di procedere, di compensare il taglio da 2 a 5 volte realizzando le riforestazioni in zone adiacenti all’area. Infine, chiede al comune di convocare una assemblea pubblica sull’argomento.

Come coordinamento del circolo 6 abbiamo eseguito un sopralluogo nella zona e abbiamo organizzato un incontro con l’assessore Lamperti per comprendere meglio la situazione e fare chiarezza.


Un po' di storia

Nel 2001 tra Regione Lombardia, Comune di Monza, Agenzia del Demanio, Guardia di Finanza e con la partecipazione dell’Agenzia delle Entrate era stato stipulato un Accordo di Programma che interessava l’area dismessa dell’ex caserma IV novembre. L’accordo prevedeva la realizzazione della nuova caserma della Guardia di Finanza, il secondo ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate, gli interventi preliminari e accessori per l’insediamento del nuovo Palazzo di Giustizia, nonché le opere di urbanizzazione e di sistemazione viabilistica a servizio della Cittadella Finanziaria, del nuovo Palazzo di Giustizia e di un Centro Servizi Polifunzionale privato.

Nel 2007, a seguito dell’istituzione della Provincia Monza e Brianza, fu modificato l’Accordo di Programma, prevedendo la realizzazione della sede della Provincia di Monza e della Brianza, nonché quelle della Questura, dell’Agenzia delle Entrate, della Caserma della Guardia di Finanza e di una sede di rappresentanza di Regione Lombardia, di un centro fieristico di scala provinciale, oltre al Centro Servizi Polifunzionale privato. 

Successivamente, anche a causa delle mutate esigenze di contesto e di interesse pubblico, tra cui l’attestazione del capolinea di M5 proprio in prossimità del Polo istituzionale, gli enti pubblici hanno preso atto delle nuove condizioni, dichiarando concluso l’accordo nel dicembre 2022. Contestualmente gli enti prevedevano di stabilire nuove intese per l’uso pubblico dell’area. 

Con la chiusura dell’accordo di programma, la destinazione delle aree (che rimane di proprietà demaniale) è rimasta immutata e, per quella oggetto della petizione, si prevedono oggi volumetrie con destinazione a terziario commerciale e servizi. Per questo motivo, al fine di poter realizzare lo studentato, sarà necessaria una variante al Piano di Governo del Territorio (PGT) che ne modifichi la destinazione d’uso.

Nel frattempo, nell'area bonificata della ex caserma sulla quale non si è intervenuto, è cresciuta negli anni una fitta vegetazione spontanea che i sostenitori della petizione vorrebbero preservare. 

In base ai parametri normativi, tale vegetazione è considerata “area boschiva” (art. 42 della legge 31/2008) e pertanto di competenza dell’Ufficio Territoriale Regionale (UTR) che ha il compito di stabilire, in caso di taglio, quanto e dove compensare (la DGR 675/2005 e relativi aggiornamenti indica fino 5 volte). Trattandosi di un bosco, la compensazione richiesta non può essere fatta in semplici aree libere, ma in aree adatte alla forestazione, aree che, in territori fortemente urbanizzati come il comune di Monza, scarseggiano.


La posizione del coordinamento del circolo 6 Tina Anselmi

Siamo consapevoli che la salvaguardia delle aree verdi in una città urbanizzata come Monza deve essere una priorità, ma riteniamo che la petizione, oltre ad omettere alcune informazioni essenziali per comprendere la vicenda, non sia di grande utilità per le ragioni seguenti:

  1. La posizione dello studentato in prossimità della facoltà di medicina e della fermata della metropolitana appare una soluzione ideale, mentre la richiesta di spostare lo studentato al fine di salvare il bosco è inutile in quanto l’area rimarrebbe edificabile e di proprietà demaniale. 
  2. Chiedere di mantenere il bosco allo stato attuale è problematico. Il bosco richiede un intervento di riordino per estirpare alcune specie infestanti (robinia pseudoacacia) che finirebbero col soffocare quelle autoctone. Al contrario riteniamo più utile chiedere che il progetto dello studentato preveda piantumazioni e aree verdi fruibili dagli studenti e dai residenti che sostituiscano in parte il bosco esistente.
  3. La richiesta di compensazione da 2 a 5 volte rispecchia già quanto previsto dalla legge, mentre la richiesta di riforestare aree adiacenti alla ex caserma si scontra con la poca disponibilità delle stesse. L’assessore Lamperti ha comunicato che il comune di Monza suggerirà delle possibili soluzioni, ma la decisione sul dove e quanto compensare resterà in capo all’UTR che indicherà quelle più idonee, anche al di fuori del territorio del Comune di Monza.

Infine concordiamo sulla necessità di un’assemblea pubblica che permetta ai cittadini di venire a conoscenza di tutti i dettagli omessi nel testo della petizione e, come annunciato in una recente conferenza stampa dell’assessore Lamperti, essa sarà convocata non appena possibile.

Marisella Mangiola
Concordo col comunicato, penso che lo studentato e un'area verde fruibile da tutti, siano scelte significative che vanno incontro ai bisogni della comunità.
Giusto compensare le costruzioni con la realizzazione e/o il miglioramento di altre aree verdi.

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