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E GLI IMMIGRATI VENGONO IN ITALIA PER LAVORARE…

Sono le condizioni di povertà, di guerra e di sottosviluppo che spingono molti a “migrare” e a cercare lavoro in Europa e in Italia…i 4 milioni di “stranieri regolari ” e i 50 mila nella nostra Brianza sono i nuovi cittadini che lavorano, studiano, aprono nuove imprese e pagano le tasse.

 

LAVORO VERO…

Gli oltre 500.000 lavoratori immigrati in Lombardia“, “non portano via il lavoro agli italiani” ma rispondono al bisogno delle aziende e, pur avendo spesso titoli di studio elevati, vanno ad operare nei cantieri, nel settore agricolo, nelle fabbriche, nei servizi e nelle famiglie, con mansioni poco attraenti che “noi non vogliamo più fare” …

 

LAVORO IN CRISI…

La crisi colpisce tutti i lavoratori, anche se in proporzione gli immigrati sono i più esposti. Infatti, la precarietà del lavoro, i licenziamenti e la difficoltà nel trovare una nuova occupazione in breve tempo, mettono a rischio il rinnovo del titolo di soggiorno, con la grave conseguenza che “si ritorni ad essere clandestini”…

 

LAVORO NERO…

Non solo a Rosarno e nel Sud del paese ma anche nella florida Brianza il lavoro nero e la condizione di clandestinità sono un affare!!

Sfruttamento, caporalato, scarsa attenzione alla sicurezza, evasione contributiva, evasione fiscale, salari da fame sono il vero volto del lavoro nero che anche qui in Brianza può prosperare grazie persone con pochi scrupoli e alle condizioni di estrema debolezza di molti lavoratori, a scapito della legalità, della regolarità e del rispetto dei diritti

 

E ALLORA?

PROPOSTE PER LA LEGALITA’, INTEGRAZIONE E NUOVI DIRITTI

 

Il Primo Maggio è per noi:

  • un grande momento di festa per l’insieme dei lavoratori (italiani e immigrati) nella quale denunciare gli effetti della crisi e fare proposte che tutelino tutti lavoratori;

  • l’occasione per chiedere che il governo italiano si adoperi per prolungare il permesso di soggiorno per attesa occupazione, quale garanzia al diritto di restare e come mezzo di lotta al lavoro irregolare;

  • che ai “doveri” richiesti corrispondano anche politiche di “nuova cittadinanza”: riducendo i tempi per avere i permessi di soggiorno, riconoscendo “pari dignità” ai bambini e minori nati e residenti in Italia, realizzando politiche sociali e culturali di vera integrazione quale modo per favorire la “sicurezza” nelle nostre città, riconoscendo il diritto di voto (almeno alle amministrative) agli immigrati dopo 5 anni di residenza.

 

DIGNITA’ – INTEGRAZIONE - SOLIDARIETA’

COMITATO PRIMO MARZO

MONZA E BRIANZA

 

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