Bersani ad Anno Zero: "Soffrono lavoratori e imprese. Meno tasse ai redditi medio-bassi, aiuti alle imprese e deroga al patto di stabilità per i comuni che investono". E attacca Tremonti: "Avete smontato i controlli anti-evasione"

"Non fare il poeta" ha controbattuto Tremonti. Ed ecco che il segretario del Pd ha spiegato che se adesso c’è bisogno di uno sforzo è perché in 18 mesi hanno dilapidato un patrimonio: gli sforzi di risanamento del governo Prodi. Altrimenti avremmo potuto affrontare la crisi con ben altri dati…
E la prima picconata l’hanno data smontando tutti i controlli anti-evasione, ben prima di approvare lo scudo fiscale. E’ bastato cancellare la tracciabilità dei pagamenti, che era stata introdotta dal centrosinistra con funzione anti-evasione obbligando all’uso della carta di credito per i pagamenti sopra i 100 euro, per perdere 4-5 miliardi di gettito fiscale. "Sapete che mi ha detto un dentista? - ha aggiunto Bersani - Meno male che ora c'e' un governo diverso, ci stavate per prendere tutti. Voi volete aumentare le tasse e questo non aiuta ad uscire dalla crisi" ha accusato Tremonti. "No - ha ribattuto Bersani - noi vogliamo ridurle, prima ai redditi medio-bassi perché i consumi sono troppo bassi e stanno calando ancora”.
Ma per uscire dalla crisi non basta, bisogna fare qualcosa di "più vero e solido per le piccole imprese, i fondi di garanzia devono essere capitalizzati più fortemente; e' l'imprenditore a dover andare a cercare la banca e non viceversa". E poi senza perdere tempo vanno sbloccati gli investimenti dei Comuni da fare in 6-8 mesi: "Chi è pronto a partire gli deroghi il Patto di stabilità e faccia le opere, e dia lavoro”. E poi bisogna stare addosso a chi gestisce male le imprese, e proprio per questo ha invocato il commissariamento di Eutelia. "Bisogna togliere dalle mani di questa gente questa impresa e mettere i commissari".
Lavoro, lavoro e ancora lavoro perché per Bersani la disoccupazione rimane il nodo da sciogliere e che non si combatterà con la timida ripresa dalla crisi: “Le crisi finiscono quando si torna da dove si era partiti. E l'Italia per tornate ai livelli del 2007 ci metterà, di questo passo, almeno quattro-cinque anni e l’occupazione in Italia seguiterà ad andare giù. Lo segnalano tutte le previsioni".
Non è catastrofismo, è la lettura del paese reale. E per questo è tornato a chiedere all'esecutivo di affrontare il nodo della crisi in Parlamento.
"Una cosa sola chiedo al governo: venga in parlamento a dire 'ragazzi c'e' un problema, che possiamo affrontare ma bisogna che facciamo uno sforzo. E noi con le nostre proposte ci saremo”.

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