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The_climas_projects_2“L’uomo non deve sentirsi al centro del mondo, ma mettere la terra al centro della sua esistenza”. E’ questo il messaggio principale che vuole lanciare Roberto Guizzi, membro dell’organizzazione fondata da Al Gore (che per questo ricevette il nobel per la pace) “The Climate Project”, intervenuto all’interno della serata dedicata al problema del clima e parte del ciclo di incontri del CCR Monza intitolato “Uomo dove vai? - Cinque incontri con uomini del nostro tempo”.

L’uomo deve infatti iniziare a realizzare quanto è elevato il suo impatto nel determinare i cambiamenti ambientali, molti di questi è dovuti ad una eccessiva fede nella tecnologia che nella nostra epoca è quasi un dogma; in realtà in molti casi si tratta di una tecnologia che l’uomo non è in grado di controllare (nonostante vi si affidi completamente) e il non controllo di questa porta agli stravolgimenti ambientali sotto gli occhi di tutti (alluvioni, scioglimento dei ghiacci polari, etc…).

Le tecnologie oltre che mal controllate sono anche mal distribuite: i paesi ricchi hanno accesso alle fonti energetiche in una misura spropositata rispetto ai paesi poveri, quest’ultimi spesso ridotti a “pattumiera” per i rifiuti dei primi.

E allora quali le ricette? Maggiore consapevolezza del problema e dei reali agenti responsabili (per fortuna quasi più nessuno nega il riscaldamento globale), un generale un controllo dei consumi e una maggiore ridistribuzione delle ricchezze.

Dei tanti esempi citati nella serata, ne riportiamo uno solo particolarmente illuminante. In Svizzera alcune città hanno adottato una politica detta dei “2.000 Kw/ora a persona” (solitamente la media dei consumi a persona nei paesi industrializzati è di 6.000 Kw/ora); il concetto è già di per sé interessante ma in questo caso è stato applicato con molta intelligenza. Nel calcolo totale dei 2.000 Kw/ora sono stati considerati oltre che i consumi energetici domestici (acqua, luce, gas) anche quelli prodotti dagli stili di vita delle persone, che sono stati quindi improntati in modo che, durante tutte le attività svolte nel corso della giornata, non ci sia un consumo complessivo maggiore ai fatidici 2.000 Kw/ora.

La Svizzera è pronta, e l’Italia? Citando Manzoni, qualcuno vista la situazione attuale potrebbe dire “ai posteri l’ardua sentenza”, anche se andando avanti di questo passo i nostri “posteri” potrebbero non esistere più perché scomparsi assieme al nostro pianeta.

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