Nel workshop che riguardava il tema dell’abitare, in particolare rispetto alle fasce più deboli della nostra città, sono emerse alcune indicazioni di sintesi.
- L’importanza del darsi una idea di quale città immaginiamo quando parliamo di abitare
- Un costante lavoro di conoscenza capace di prevedere i cambiamenti e prevenire le emergenze
- Costruire una “filiera” dell’abitare sociale attraverso un lavoro di comunità capace di coinvolgere tutti i soggetti presenti e interessati.
Nel workshop, oltre ai contributi di Uroburu riguardo all’esperienza del Cederna (ospitalità per disabili) e di Spazio Colore (osservatorio sull’esigenze dei migranti), ci soffermiamo in questo articolo sulla comunicazione di Virginia Gooni di Monza Ospitalità.
Monza Ospitalità, nasce nel 1998 grazie all’intuizione di un gruppo di volontari di Caritas e San Vincenzo, uniti per cercare di dare una risposta di sollievo al disagio abitativo nell’ambito di Monza e Brugherio.
Monza Ospitalità opera nella nostra città prendendo in affitto appartamenti sul libero mercato, gestendo immobili delle parrocchie in comodato d’uso gratuito e, in seguito, acquistato appartamenti grazie a donazioni e bandi nel territorio.
Queste case sono state messe a disposizione di cittadini in difficoltà abitativa e fragilità sociale attraverso progetti temporanei, grazie anche alle convenzioni stipulate con il Comuni di Monza.
Una “ospitalità diffusa” che risponde a un modello che prova ad “inserire” queste persone, “abitando i quartieri”, favorendo rapporti con i vicini di casa che spesso sono completamente diversi per cultura, lingua e usanze.
Questa esperienza deve però da anni, fare i conti la grande differenza esistente tra domande di alloggio: solo nel 2024 700 richieste e l’offerta proponibile: 30 appartamenti sempre nel 2024.
Questa difficoltà è anche frutto del numero esiguo di case popolari. In linea con una politica nazionale che non ha puntato sulla continua costruzione di case popolari e riqualificazione; di un mercato immobiliare sempre più rivolto a ceti “alti” della popolazione.
Nel contributo al workshop, Monza ospitalità ha anche indicato “linee guida” necessarie in futuro, se si vuole in città, affrontare concretamente questa problematica.
Bisogna mettere insieme Terzo Settore, Banche, privati e investitori per promuovere l’immobiliarità sociale con un dialogo con società private e Banche anche per case all’asta.
L’Amministrazione Pubblica è chiamata ad operare, in particolare riguardo a: regolamentazione strutture turistiche e destinazione sociale della tassa soggiorno; incentivi società private; regolamentazione piani di edilizia che prevedano disincentivo per immobili sfitti; nuovi bandi ERP per sistemazione alloggi direttamente anche degli stessi i cittadini.
A questo link l'approfondimento del contributo.
