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Concluse le procedure di gara, BrianzAcque ha ufficialmente affidato i lavori e consegnato il cantiere per l’avvio del risanamento strutturale del collettore fognario in Viale Campania. L’intervento, affidato all’ATI (Associazione Temporanea di Imprese) costituita da SCA.MA. Strade S.r.l. ed Ecoval S.r.l., si svolgerà in circa undici mesi. Per comprendere la dimensione e l’importanza dello sforzo messo in campo, bisogna considerare che l’investimento ammonta a più di 10 milioni di euro, di cui oltre 8 per la sola parte relativa ai lavori e ai loro oneri di sicurezza.

“Fin dal primo cedimento”, osserva il Sindaco Paolo Pilotto, “l’attenzione più grande del Comune e di BrianzAcque è stata garantire contemporaneamente la sicurezza degli automobilisti e dei lavoratori impegnati nella gestione del cantiere sotterraneo.”

Ora l’obiettivo è restituire stabilità, efficienza e durabilità a un’infrastruttura idraulica fondamentale, tra le principali opere sotterranee di Monza. L’approccio adottato punta a ridurre al minimo tempi e disagi. Sono infatti previsti dei consolidamenti preliminari agli incroci, che saranno svolti nelle ore notturne. Sarà così sempre garantita la percorribilità di una corsia per senso di marcia.

Verranno attivati due cantieri paralleli, con esecuzione in contemporanea sia verso valle sia verso monte e avanzamento simultaneo dal punto centrale di accesso al collettore. Questa strategia permetterà di abbreviare le tempistiche dell’opera. C’è inoltre l’ipotesi di uno smobilizzo progressivo, con tratti completati via via riaperti e cantieri mobili ridotti al minimo.

Complessivamente, i lavori si svilupperanno in una serie di operazioni tecniche ad alta specializzazione:

  1. Allestimento del campo base e delle aree operative
  2. Puntellatura interna del collettore con strutture provvisorie a “V” in acciaio, in modo da garantire stabilità durante gli interventi
  3. Idroscarifica ad alta pressione per la rimozione delle parti ammalorate della volta e dei piedritti
  4. Iniezioni di consolidamento, sottomurazioni nei punti indeboliti e posa di armature in acciaio
  5. Ripristino degli allacciamenti secondari, tramite rilievo puntuale, sostituzione delle condotte e sigillature con giunti speciali
  6. Applicazione del rivestimento delle parti interne (volta, fondo e piedritti) con malta cementizia fibrorinforzata su tre strati intervallati da ferri di armatura in fogli e in barre, ristabilendo resistenza statica e funzionalità idraulica
  7. Rifiniture, verifiche, rimozione del cantiere e ripristino completo della viabilità, con la riapertura delle due corsie centrali interdette

Allo scopo di incrementare l’efficienza, saranno impiegate alcune soluzioni già collaudate in altri canteri. Tra queste, si annovera l’utilizzo dei contenitori di malte tipo “big-bag” da 800/1.000 chilogrammi che – rispetto ai sacchi tradizionali – consentono di triplicare la produttività e ridurre la dispersione di polveri; nonché l’impiego di pompe di ultima generazione capaci di spingere la malta fibrorinforzata fino a 100-120 metri, limitando la necessità di cantieri di superficie. Anche il trasporto dei materiali sarà intelligente. Lo stoccaggio avverrà al campo base e si movimenterà solo la quantità giornaliera necessaria, evitando di sovraccaricare il collettore e limitando ingombri e interferenze.

Un tema chiave considerato è infine quello della sicurezza degli operatori. A tale riguardo, sarà impiegato personale altamente specializzato, nel rispetto della normativa per le attività in spazi chiuse e confinati. Ci si avvarrà altresì di sistemi di monitoraggio continuo sia per controllare l’atmosfera all’interno del condotto, sia per preallertare possibili condizioni pericolose causate da cedimenti o venute d’acqua improvvise. Tutto ciò in affiancamento a piani di emergenza con dispositivi di evacuazione rapida.

Le prime settimane di installazione del cantiere saranno proprio dedicate alla realizzazione di tali misure propedeutiche volte a garantire l’incolumità del personale.

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