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infrastruttureUna delle discussioni all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si è appena conclusa a New York, ha riguardato la crescita sostenibile dei paesi emergenti. Su questo tema è stato molto apprezzato un articolo di Dimitris Tsitsiragos sull’Huffington Post, tanto da essere postato anche da World Bank e dal World Economic Forum, riguardante il ruolo del settore privato nella realizzazione delle infrastrutture.

Sebbene l’articolo trattasse dei paesi emergenti le massime che se ne possono trarre vengono buone anche per il nostro Paese.

Infrastrutture adeguate sono cruciali per avere una crescita di lungo periodo, tuttavia realizzarle costa molto, e se allo Stato non è concesso di indebitarsi oltre una certa soglia, realizzare e mantenere infrastrutture adeguate non è possibile; i fondi allora devono venire da investitori privati che però non è facile attrarre.

Secondo Tsitsiragos, per ovviare a questo problema, si può seguire una vera e propria “ricetta per la crescita in tre fondamentali passi.

Per prima cosa serve che il Governo sviluppi normative più trasparenti e combatta aspramente la corruzione; gli investitori devono poter avere fiducia visto il lungo termine degli investimenti e la gran quantità di denaro coinvolto.

Successivamente lo Stato deve supportare le collaborazioni tra pubblico e privato, perché i privati permettono di ottenere i risultati con più efficienza lasciando decidere alla politica solo le linee di fondo del progetto.

Infine si devono cercare i fondi, per progetti concreti e trasparenti, tra le maggiori istituzioni finanziarie internazionali, che hanno la capacità di finanziare al meglio tali progetti.

Il tutto si traduce in un vero e proprio acceleratore della crescita.

Come però si può tristemente notare, pur non essendo l’Italia un paese emergente siamo bloccati dalla vasta corruzione e dalla poca trasparenza, specialmente quando si parla di grandi opere; i timidi tentativi fatti confermano i nostri limiti, basta pensare all’arco TEEM e alla Bre-Be-Mi, finanziate in parte da privati, che sono costate ben oltre il preventivato e non riescono a produrre utili.

Anche Monza si trova ora davanti alla grande sfida di costruire in modo efficiente il prolungamento della metropolitana M5, e la stazione di Bettola sarà costruita con finanziamenti privati; i presupposti sono eccellenti, non resta che attendere.

Il Ministro Del Rio ha voluto prevedere misure di potenziamento delle partnership tra pubblico e privato nell'Atto di indirizzo 2016, il solo potenziamento sembra non essere sufficiente date le premesse; servirebbe una riforma di ampio respiro che riveda i rapporti fra stato e aziende in ogni settore (in primis nel fiscale), e forse allora si sbloccherà questo moltiplicatore del PIL.

A questo link l'articolo originale

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