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dimissioni calimeroNotiziona: dopo le dimissioni della Santanchè, di Del Mastro, di Gasparri e della Bartolozzi, il Referendum ha mietuto un'altra vittima.

Calimero ha dato le dimissioni!

E vabbè dopo tanti mal di pancia è ora che Calimero tirasse giù la maschera: Si sono io il Civati (quello meno famoso), quel “militonto” orgogliosamente Calimero da sempre, nella sua libertà della corrente Pd dei “cani sciolti” provocatore ma anche lavoratore da sempre a fin di bene del PD monzese per il quale ho contribuito con altri a fondare.

Mi spiace per voi cambierà la firma degli articoli… ma non il gusto della “provocazione” se questa serve alla nostra plurale comunità.

Referendum: come tutti noi, lunedì ho gioito dell’imprevisto successo referendario, che dopo “tanto digiuno” ha giustificato anche un sano entusiasmo.

Azzardo alcune riflessioni che, come ho visto in questa settimana, sono parte dell’opinione anche di altri autorevoli rappresentanti del nostro partito.


B…come “Brutta campagna referendaria”

Una campagna durata mesi, su un quesito di difficile conoscenza e interpretazione per la quale si è scatenata “la guerra dei Roses”

Da una parte: una campagna “contro i magistrati” da mettere davanti ai plotoni di esecuzione perché colpevoli da Tortora a Garlasco, alla famiglia del Bosco di tutte le ingiustizie del mondo.

Per una Riforma della Giustizia (?) più giusta, efficace ed efficiente (?)

Dall’altra, si è alzato (comprensibilmente) il bandierone “giù le mani dalla Costituzione” un revival vincente, di un film già visto in occasione del Referendum Renzi.

Avere poi messo il comprensibile carico agli elettori degli “attenti alla Meloni, al Governo, a Trump, alle Guerre… ha fatto sì, che si è vinto per tanti motivi diversi dalla centralità del merito dei quesiti referendari.

Il pur lodevole sforzo dei Comitati del No e di nostri tanti volontari, di stare sui contenuti, in realtà è risultato residuale perché ha prevalso il grande circo mediatico, che non vedeva l’ora di pompare su un match contro i Giudici – contro la Costituzione.


R…come Referendum

C’erano una volta i referendum… uno strumento che in passato fu un prezioso strumento di partecipazione diretta dei cittadini (vedi divorzio, aborto, nucleare etc.).

Da decenni ormai i Referendum (costituzionali e non) sono stati snobbati, svuotati, stravolti, abusati, strumentalizzati. Con il triste risultato di grandi assenteismi al voto e scredito dello stesso strumento referendario.

Non tragga in inganno la “buona partecipazione” (e fin troppo esaltata) al voto di questo Referendum.

Ma per cosa la gente è andata a votare? Sulla separazione delle carriere? Su un quesito già di difficile lettura e interpretazione giuridica per gli addetti ai lavori, figuriamoci per noi comuni mortali.

A destra si è andati a votare per “fargliela finalmente pagare” ai “rossi magistrati”. A sinistra per uno e mille dei motivi già citati accomunati da un comprensibile e condivisibile (in questo caso) giù le mani dalla Costituzione!

Perché se è vero che la Costituzione è modificabile (lo dice la costituzione) è altrettanto vero che la cancellazione di quegli articoli, avrebbero favorito una grande ferita all’impianto costituzionale in direzione autocratica.

È chiaro che il principale responsabile di questo “indigesto e brutto minestrone” è stata proprio la Presidente del Consiglio, che ha imposto un referendum improponibile, a colpi di maggioranza. Quindi? Ben gli sta!


V…come Vittoria?

Il No ha vinto e meno male”!... altrimenti si che erano “cavoli amari”.

Ma il NO dei quindici milioni, sono il bacino elettorale per la vittoria futura alle prossime elezioni elettorali per il centrosinistra? NO

Lo dimostrano i no di parte degli elettori del centrodestra, di qualche milione che non votavano e che lo hanno fatto, per diversi e magari opposti motivi (come giustamente ha fatto notare Elly Schlein).

Ne esce comunque un paese spaccato e contrapposto diviso da 2 milioni di voti e di questo se ne dovrà tenere conto.

Quindi cari noi tutti del Pd? Calma e gesso, piedi per terra e “pedalare” con umiltà e pazienza!


E…come “evitiamo (di nuovo) di farci del male

Dopo anni e mesi che la nostra Segretaria, ha lavorato per costruire una ampia coalizione; che ha saggiamente più volte affermato “prima il programma”, poi vediamo con quale modalità scegliere il leader da scegliersi insieme…e invece…?

Non erano passati che pochi minuti dal successo referendario che compare in TV dal maratoneta Mentana, il “mitico Conte” e oplà si autocandida alle primarie (aperte a cosa e a chi?) del centrosinistra.

Il nostro “Conte del Grillo” è riuscito in pochi minuti tanti nell’impresa di spostare l’attenzione dalla sconfitta del centrodestra e della vittoria dei NO, ai problemi del centrosinistra; dalla centralità del programma a quella del chi dovrà guidare la futura “sacra alleanza”.

Un programma tutto da fare, che tra l’altro sarà chiamato a trasformare i tanti NO di questi anni, in tante proposte governative e sostenibili. Su temi quali Guerre e difesa, Crisi climatica, immigrazione e sicurezza, per le quali non si intravedono ancora proposte organiche e tanto meno unitarie.

Con quale leader e strumento? Un federatore? In buona parte è quello che ha fatto finora lodevolmente la Schlein, ma la domanda che attraversa anche i nostri iscritti è: una volta al Governo dovrà continuare ad essere lei a svolgere questo difficile compito oppure va ricercata una persona “terza” in grado di tenere insieme una colazione e un programma complicato?


P…come Primarie

Infine, le Primarie (ve lo dice uno tra i fans tra i fondatori!). Ammesso e non concesso, che siano utili in questo caso, tirarle fuori dopo anni dal cassetto senza che ci siano state alcune riflessioni nel PD e nella coalizione, dei limiti e delle potenzialità che l’esperienza di questi anni ci ha consegnato, appare un tantino imprudente. Quindi anche nel caso si dovessero fare andranno rielaborate e regolamentate, rinnovate.

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