
Dopo il voto del 31 luglio che ha aperto la fase congressuale dei Giovani Democratici nazionali, ci siamo ritrovati il 23 settembre 2025 in Direzione Nazionale. La data non è scelta a caso, perché quel giorno è finita la CIGS dei dipendenti del Partito Democratico. Dopo otto anni e in una fase di estrema instabilità economica per tutti i partiti, in quanto è stato tolto il finanziamento pubblico.
Il Partito Democratico si è confermato nel 2024 il primo partito per erogazioni legate al 2 × 1000. Questo sottolinea la forza del territorio, del lavoro dei circoli e delle persone che ogni giorno scelgono di dare energia al partito anche attraverso la dichiarazione dei redditi.
La maggior parte degli interventi è stata dedicata alla situazione a Gaza, al riconoscimento dello stato di Palestina e alla necessità di aprire un corridoio sicuro per gli aiuti umanitari. È davvero inconcepibile pensare che nel 2025 avremmo assistito a un genocidio in diretta social.
Sicuramente dobbiamo rafforzare l’Europa, il diritto internazionale. Dobbiamo creare l’Europa federale, con il superamento dei veti da parte degli Stati.
In Italia, dopo tre anni di questo governo, il numero dei posti di lavoro sempre più a rischio sta diventando un’emergenza. In Europa già 22 paesi hanno introdotto il salario minimo. Occorre tassare gli extraprofitti, spingere verso la transizione ecologica e digitale.
Già dal weekend successivo, col voto nelle Marche, si è andati verso una stagione di elezioni regionali in cui il cuore pulsante è ridare dignità alle aree interne. O meglio, raccontare che esiste un’Italia diffusa, in cui appianare le disuguaglianze e dare a tutti le stesse possibilità di realizzarsi.
Il tema della sanità è cruciale. Lo vediamo anche in Lombardia, dove in questi giorni è partita proprio una campagna comunicativa sul diritto alla salute. Dovreste già aver visto anche qualche manifesto in giro per Monza.
Altro tema importante è la formazione. Il 14 e il 15 novembre è stata convocata l’assemblea degli amministratori e delle amministratrici del PD a Bologna.
Occorre mettersi in gioco sulle coalizioni. Impegnarsi di più sui diritti delle donne e contro patriarcato. Essere e apparire uniti, rispettando il pluralismo. Avere cura del nostro partito e delle organizzazioni che lo compongono.
Lavorare e investire su giovani e donne, sulle nuove generazioni e sulle voci da raccogliere.

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