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corpo donne littleVenerdì 27 marzo alle ore 21 si terrà presso la Sala Maddalena a Monza il quarto incontro di 'Sguardi di donne'. 

Si tratta di un format molto particolare attraverso il quale si vuole dare voce a diversi soggetti, due dei quali provenienti dal mondo scientifico e altri da quello artistico,  per parlare del corpo delle donne. Un caleidoscopio di contributi che restituiranno un ulteriore punto di vista.

Il filo rosso sarà la DANZA, massima espressione della corporeità ma anche dell'espressione artistica.

Tre donne in scena si incontrano in un dialogo di movimento in cui i loro corpi diventano luogo di memoria, resistenza e libertà. Attraverso cadute e sollevamenti, le tre donne creano reti di solidarietà e alleanze: un riscatto dalla solitudine imposta dalla società contemporanea, che si apre come spazio di trasformazione e riconoscimento. Un dialogo fisico tra forza e vulnerabilità, in cui il movimento diventa atto politico e dichiarazione di esistenza.

Performance di e con Cristina Crippa, Elisa Ghion Savino, Francesca Cervellino. La performance dialoga con i testi scritti e letti da Giulia Ravarotto


L'impatto dei social sul valore di sè

Benedetta Corno, Psicologa Clinica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, collabora con il Progetto Peso Positivo che si occupa di fare prevenzione e sensibilizzazione dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA), che oggi colpiscono oltre 3 milioni di persone in Italia.


Il corpo escluso dalla ricerca

Emanuele Bonetti, bioinformatico con un dottorato in medicina dei sistemi, lavora allo IEO nel campo della ricerca oncologica, si occupa di genomica e analisi dei dati biomedici.
Il suo intervento affronta un tema visto finora quasi esclusivamente come un fenomeno culturale e non per quello che è: un metodo di ricerca di genere, che produce effetti drammatici per la popolazione femminile di tutto il mondo.


Carne

La regista Laura Plebani racconta il percorso di realizzazione di “Carne”, cortometraggio horror sulla maternità, che vuole essere la prima produzione cinematografica italiana con un servizio di assistenza all’infanzia sul set.


Il corpo violato

La violenza sessuale e il coraggio di raccontarla. Il 9 marzo del 1973, a Milano, Franca Rame fu caricata su un furgone, torturata e violentata a turno da cinque uomini. Fu uno stupro punitivo: i violentatori erano neofascisti, volevano farla pagare per le sue idee politiche, ma scelsero di punirla in quanto donna. Non furono mai arrestati, poiché il reato cadde in prescrizione.

Teresa Acerbis, attrice, interpreta il monologo composto da Rame, che attraverso la scrittura trasmette l’orrore  di una ferita mai chiusa e trasforma il trauma personale in un atto di denuncia universale contro la violenza di genere e la cultura patriarcale che la alimenta.


A cura del PD Monza e di Donne Democratiche Monza e Brianza.