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Vi segnaliamo l'importante evento "Le rotte del futuro" che il Forum Industria del Partito Democratico ha organizzato l'11 e 12 luglio a Roma. I video dell'iniziativa sono disponibili su YouTube a questo indirizzo.

La conferenza giunge dopo un lungo lavoro in cui il Forum Industria del Partito Democratico ha incontrato molti esponenti del mondo imprenditoriale e del lavoro. Andrea Orlando ha annunciato che verrà prodotto un “Libro verde” che conterrà le analisi e le proposte del Partito Democratico sul tema della re-industrializzazione dell'Italia e dell'Europa.

L'evento è stato suddiviso in cinque parti:

  1. Un’introduzione generale in cui hanno preso la parola il responsabile del Forum Industria Andrea Orlando, Elly Schlein, l'economista Mariana Mazzucato, Antonio Misiani, l'economista Simone Oggionni e il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
  2. Navigare nella tempesta: le sfide globali per l'industria Europea, divisa a sua volta in:
  • La nuova geopolitica del commercio
  • Demografia, migrazioni, diseguaglianze: l'impatto sulla società e sull'industria
  • Clima, energia, digitale: la «grande trasformazione» del XXI secolo
  • Costruire l’autonomia strategica dell’Europa
  1. Costruire una strategia: visioni a confronto tra sfide globali e distretti
  2. Le nostre scelte: una nuova politica industriale
  3. Conclusioni di Andrea Orlando ed Elly Schlein

Questo primo articolo si prefigge l'obiettivo di far conoscere i temi discussi e l’importante attività svolta dal partito. Cominciamo a riassumere alcuni interventi che ci sono sembrati particolarmente stimolanti e significativi. Nei titoli, oltre al relatore, troverete anche il riferimento temporale nel video, indicato tra parentesi.

Mariana Mazzucato, economista di fama internazionale (53 minuti 33 secondi)
No al “buon sensismo”, sì ad un approccio strutturato e scientifico!

La politica industriale deve essere al centro dell'azione politica. È una politica di crescita che deve perseguire obiettivi e direzioni chiaramente definiti.

Occorre evitare assolutamente un nuovo tipo di protezionismo: su questo la Mazzucato ha citato una lettera redatta da Spagna, Brasile e Sudafrica nell'ambito del G20 a sostegno di concetti di inclusione e solidarietà globali.

L'Unione Europea dovrà dotarsi di nuovi strumenti, come un nuovo sistema fiscale, capace di supportare una trasformazione industriale di lungo periodo.

Simone Oggionni, economista e professore all'Università di Tor Vergata, membro del Forum Industria (1 ora 24 minuti)

Il professor Oggionni ha esordito citando Mario Draghi. "Non è più il tempo della competizione tra imprese ma tra sistemi". Se ciò è vero, la domanda di fondo è: qual è la posizione del Partito Democratico rispetto al nostro sistema?

La sinistra deve saper parlare il linguaggio del lavoro, anche di un lavoro che si è profondamente modificato rispetto al Novecento fordista.

Professor Paolo Guerrieri, economista (2 ore 19 minuti)
La globalizzazione come l'abbiamo conosciuta fino a poco tempo fa è finita. L’Europa e gli Stati Uniti producevano l’80% del PIL mondiale con una popolazione pari al 20% della popolazione globale. Ora non è più così.

L'Unione Europea si trova pertanto ad affrontare due sfide:

  • lanciare una sua politica di re-industrializzazione, che significa rilanciare il proprio mercato interno con la conseguente necessità di eliminare le barriere al suo interno e di disegnare un nuovo modello economico europeo
  • gli Stati Uniti rappresentano il 13% delle importazioni mondiali. L’altro 87% viene assorbito dal resto del mondo. È dunque opportuno che l'Unione Europea stringa nuovi accordi con le potenze emergenti che non vogliono seguire gli Stati Uniti nel loro approccio protezionistico. Già oggi l'85% delle relazioni commerciali sono sviluppate secondo regole multilaterali.

Professoressa Valentina Meliciani, economista (2 ore 28 minuti)

La professoressa Meliciani ha riaffermato la necessità che l'Unione Europea rilanci il suo mercato interno. Ciò implicherebbe un rilancio della domanda interna, e quindi degli investimenti e dei consumi; il che comporterebbe un aumento dei salari!

Inoltre, la professoressa ha ragionato su dove l'Unione Europea dovrebbe investire. L’Unione Europea ha definito alcuni settori strategici, ma non ha agito efficacemente su di essi.

Occorrerebbe un “Next Generation sull’Industria”, simile al Next Generation EU, con lo stanziamento di risorse economiche adeguate nel bilancio europeo.

Interessante altresì la nota fatta dalla professoressa sui cosiddetti Important Projects of Common European Interest (IPCEI), tra cui ci sono parecchi casi di successo come, per esempio, il progetto Airbus.

La professoressa ha infine accennato al rapporto che dovrebbe esistere tra Fondi di Coesione e Fondi per la Competitività e l'Innovazione.

Professor Alessandro Rosina, demografo (2 ore 46 minuti)

L'intervento del professor Rosina è veramente interessante perché, sulla base di alcuni dati demografici, consentirebbe di smontare una parte importante della narrazione politica della destra italiana ed europea.

Il professore ha chiarito alcuni concetti e i dati associati:

Il cosiddetto “inverno demografico” non è tanto dovuto all'aumento dell'età media della popolazione quanto alla riduzione del numero dei giovani.  Vi è poi il “dividendo demografico”, che si riferisce alla percentuale di popolazione in età lavorativa.

Il “deficit demografico”, invece, riguarda il numero di figli per donna in età feconda. Si verifica quando il numero di figli per ogni donna è inferiore a 2. Ebbene, oggi in Italia il deficit demografico si aggira attorno a 1,5 contro l'1,7 della Francia e, in assenza di politiche correttive, la prospettiva per l'Italia è di passare da 1,5 a 1,2 nei prossimi 40 anni.

Di fronte a questi dati della realtà italiana, la politica dovrebbe lavorare su tre aspetti:

  • favorire l'immigrazione e l'integrazione delle nuove generazioni di migranti
  • lavorare per aumentare l'occupazione giovanile
  • lavorare per aumentare l'occupazione femminile.

È evidente che i tre elementi sopra citati sono tra loro collegati. In assenza di politiche correttive, la situazione è destinata a peggiorare progressivamente, con un numero sempre minore di nascite e un “saldo migratorio” (il rapporto tra gli italiani che emigrano e gli immigrati in Italia) avviato ad andare verso lo zero.

Professoressa Marianna Filandri, Sociologia delle diseguaglianze economiche e sociali (2 ore e 58 minuti)

La professoressa Filandri ha posto una questione interessantissima, ovvero la correlazione tra il tasso di diseguaglianze sociali e il successo delle politiche industriali. Ha argomentato come la riduzione delle disuguaglianze sia una condizione necessaria per avere politiche industriali di successo, e che dunque le politiche sociali devono essere viste come complementari alle politiche industriali ed essere entrambe considerate come un investimento! 

Ovviamente la materia è complessa, anche in virtù di una situazione economica e sociale internazionale davvero inedita! Speriamo di avervi comunque invogliati a guardare il video dell’evento.

Nei prossimi articoli proseguiremo con la selezione degli interventi più stimolanti.