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Dopo avere approvato con una delibera i documenti propedeutici, la Giunta Pilotto ha presentato la variante al Piano di Governo del Territorio (PGT).

Monza si appresta a ridefinire il proprio futuro urbanistico, mettendo al centro le persone e i temi chiave di ambiente, casa, lavoro e servizi. In questo articolo, analizziamo le principali novità.

DALL’ESPANSIONE ALLA TRASFORMAZIONE

Come osserva il Sindaco Paolo Pilotto, “Monza non è una città che deve crescere di più, ma una città che può crescere meglio.” Un principio fondamentale alla base della variante è il passaggio da una logica di espansione a una di trasformazione.

Non si mira a una crescita in termini di volume, bensì a migliorare la qualità della vita attraverso la riqualificazione delle tante aree dismesse e sottoutilizzate. Lo scopo è rendere la città più vivibile ed equa, minimizzando gli interventi sul suolo libero e concentrandosi invece sul restituire valore agli spazi urbani esistenti.

CONTRASTO AL CONSUMO DI SUOLO

È prevista una riduzione del consumo di suolo fino al 71% per funzioni residenziali e del 61% per quelle non residenziali. Numeri che vanno molto oltre quanto prescritto dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, che stabilisce il 53% per le prime e il 50% per le seconde. Questo approccio consente di risparmiare 711.086 metri quadrati di suolo.

Vi è inoltre una forte diminuzione della pressione urbanistica. L’indice unico base di edificabilità viene fissato a 0,30 metri quadrati di superficie edificabile per ogni metro quadrato di area – di gran lunga inferiore rispetto all’attuale 0,88 – con tetti massimi a 0,45 o 0,60 a seconda del contesto specifico.

L’impostazione della variante, infine, si traduce in diverse azioni concrete sulla transizione ecologica: più alberi e verde, depavimentazioni e maggiore attenzione agli impatti climatici. “Non come vincoli astratti”, sottolinea l’Assessore al Governo del Territorio Marco Lamperti, “ma come condizioni per una città più sana e resiliente.”

DIRITTO ALLA CASA

I dati indicano chiaramente che a Monza il problema non è la mancanza di case, ma la loro accessibilità economica. Oltre a individuare nove nuovi ambiti dedicati all’edilizia residenziale sociale, la variante stabilisce un principio importante: ogni trasformazione della città deve contribuire a garantire il diritto all’abitare per tutti.

Per gli interventi di edificazione o i cambi d’uso verso il residenziale, vengono introdotte quote progressive di edilizia convenzionata, che variano dal 20% al 40% in relazione alle dimensioni del progetto. È poi prevista una quota aggiuntiva del 10%, non computata nell’indice di edificabilità, da destinare ai Servizi Abitativi Sociali (SAS).

Parallelamente, viene promossa la riqualificazione del patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica. I proventi delle monetizzazioni verranno reinvestiti direttamente nel recupero e nel miglioramento degli alloggi comunali.

ATTIVITÀ ECONOMICHE E IDENTITÀ STORICA

Per sostenere il mondo produttivo e rafforzare l’attrattività del territorio, si punta sulla semplificazione burocratica. Nelle aree economiche, l’indice di edificabilità è eliminato a favore di parametri più flessibili, come l’altezza massima e gli indici di copertura e permeabilità. Al contempo, si disincentiva il cambio d’uso per tutelare le attività lavorative esistenti.

Grande attenzione è posta anche sulla conservazione dell’identità storico-culturale monzese. Vengono individuati gli edifici di alto valore testimoniale, definendo una disciplina volta ad assicurare che qualsiasi restauro o recupero sia compatibile con il contesto paesaggistico e urbano originario.

LA CITTÀ PUBBLICA

Il Piano dei Servizi assume un ruolo portante nella progettazione urbana. Le aree destinate ai servizi vengono incrementate di 1.625.700 metri quadrati. La dotazione pro capite passa quindi dagli attuali 33,7 metri quadrati per abitante a 43,8, oltre il doppio del minimo di legge (18 metri quadrati per abitante).

L’ampliamento dei servizi è affiancato da quello delle infrastrutture. Su questo fronte le strategie si dividono in tre filoni prioritari:

  1. Le infrastrutture come spazio pubblico. Sono previste diverse nuove connessioni urbane, tra cui un Parco dello Sport su Viale Stucchi, una passerella ciclopedonale lungo la ferrovia (dalla zona centrale a Viale Battisti) e un ring per la mobilità attiva attorno al Centro storico.
  2. La valorizzazione dei luoghi attorno alle future fermate della M5. Sono previsti ambiti per le attività economiche e lavorative a Bettola, Campania e Monza Centrale. Mentre saranno collocati dei poli per servizi di rilevanza sovracomunale a Marsala (Ospedale Vecchio), Villa Reale, Ospedale e Monza e Brianza (Polo Istituzionale).
  3. Gli elementi di ricucitura urbana, in particolare con una rete di spazi pubblici lungo il canale Villoresi.

L’ITER

La proposta di variante al PGT, avviata nel 2023, si compone di diversi documenti tecnici e di pianificazione. A seguito dell’approvazione da parte della Giunta, è iniziata la fase di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Ciò significa che tutta la documentazione (reperibile a questo link) è resa pubblica e aperta alla consultazione, permettendo a chiunque di inviare osservazioni o suggerimenti. Nei prossimi giorni inizierà anche un confronto con le realtà economiche e sociali della città per raccogliere ulteriori spunti utili.

L’approdo in Consiglio Comunale è previsto nei prossimi mesi, dopo la chiusura delle procedure di ascolto citate sopra.

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