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Dopo la sentenza sul Lodo Alfano il premier attacca Napolitano e la Bindi.

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Napolitano: "Sto dalla parte della Costituzione". Il PD reagisce: "Inaccettabile. E alla Bindi chieda scusa, più alto che educato"

immagine documento Corte Costituzionale, capo dello Stato, magistrati, stampa, Rai e PD. Nel giorno della bocciatura del lodo Alfano, Silvio Berlusconi non risparmia nessuno, sono tutti di "sinistra".


Mediamente isterico il premier attacca a testa bassa tutti quelli che, a suo giudizio, lo hanno tradito. Senza lasciare fuori nemmeno il presidente della Repubblica che anzi, insieme alla Consulta, è fra i primi a finire nel mirino del Cavaliere: "Il capo dello Stato sapete da che parte sta"), che provocano la reazione indignata del Quirinale: "Tutti sanno da che parte sta il presidente della Repubblica - è scritto in una nota del Colle - Sta dalla parte della Costituzione, esercitando le sue funzioni con assoluta imparzialità e in uno spirito di leale collaborazione istituzionale". e continua: "Il presidente della Repubblica aveva garantito con la sua firma che la legge sarebbe stata approvata dalla Consulta, posta la sua nota influenza sui giudici di sinistra della Corte».

L’affermazione ha provocato un’immediata reazione in studio da parte di Rosy Bindi, vicepresidente della Camera e deputata del Pd, che ha giudicato gravissima questa posizione. E Berlusconi le risponde con gli insulti: "Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente. Non mi interessa nulla di quello che lei eccepisce». Reazione che ha visto la controreplica dell’esponente del Pd: "Capisco che lei sia irritato. ma qui c’è una donna che non è a sua disposizione".



Lui continua:«Napolitano viene da ex maggioranza di sinistra». «In Italia abbiamo una minoranza di giudici di sinistra, una stampa di sinistra con a capo Repubblica, una Rai che, a parte lei signor Vespa, va contro il governo, e in più un capo dello Stato espressione della vecchia maggioranza di sinistra. Su Napolitano - ha aggiunto Berlusconi - ho detto quello che penso: non ho nulla da modificare sulle mie dichiarazioni che potrebbero essere anche più esplicite e più dirette».

Soddisfatto della sentenza Dario Franceschini, segretario del Pd, convinto che la sentenza della Consulta ribadisca "il principio dell'uguaglianza. Non possono esserci eccezioni. Tutti sono uguali davanti alla legge, anche i potenti". E Pierluigi Bersani, anche lui candidato alla segretaria del Pd, avverte: "Che adesso il premier rispetti le parole dei giudici". Ma niente dimissioni. Il Pd, a differenza degli alleati dell'Italia dei Valori e della Sinistra radicale, non chiederà la crisi di governo. Netta anche la presa di posizione dell'altro candidato alla guida del Partito democratico, Ignazio Marino: "Berlusconi resti al suo posto e si faccia giudicare in tribunale come tutti i cittadini italiani. La sentenza della Consulta è così chiara che non lascia dubbi. Possiamo dire che la Corte sbarra la strada a ulteriori riedizioni del lodo con legge ordinaria".

"La sentenza - dice il presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro - è espressione della forza della Costituzione e dell'indipendenza della Corte". Massimo D'Alema osserva che "è sbagliato trarre conseguenze politiche. I governi cadono se manca la maggioranza, non per una sentenza". E Piero Fassino si scaglia contro Berlusconi che accusa Napolitano di parzialità e la Corte di essere composta da "giudici di sinistra": "Berlusconi si difenda nei processi e non trasformi un suo problema in un problema del Paese''.
"Inaccettabili" le parole che Berlusconi ha riservato a Napolitano, anche per Veltroni: "Irresponsabili attacchi che vanno respinti. Il presidente Napolitano svolge il suo ruolo di garanzia in modo ineccepibile".

In mattinata arrivano le risposte agli attacchi a Rosy Bindi: scene da bulletto del quartierino e non da premier per Vittoria Franco, responsabile Pari Opportunità del PD: "Ha offeso in modo volgare e inaccettabile una dirigente politica, vicepresidente della Camera dei Deputati, con una lunga storia al servizio delle nostre istituzioni, alla quale va tutta la nostra vicinanza, solidarietà e stima. Purtroppo ormai conosciamo bene quale sia la visione che Berlusconi ha delle donne italiane. Ieri ha evidentemente ritenuto di dovercelo ricordare - conclude la senatrice - nel bel mezzo di un discorso con cui ha superato il limite della decenza istituzionale contro Il Presidente della Repubblica e contro la Consulta. Tutto ciò è davvero preoccupante".

Giovanna Melandri, responsabile Cultura del Pd, gli dà pan per focaccia: "Questa volta, il Presidente del Consiglio ha dimostrato di essere più alto che educato", ha dichiarato la Melandri aggiungendo che "una giornata non proprio felice" ha fatto perdere al premier "ogni freno nibitorio".
Marina Sereni, vicepresidente dei deputati PD parla di "un insulto alla buona educazione, alla vicepresidente della Camera, a una democratica e alle donne". Offese gratuite che "dimostrano ancora una volta, semmai ce ne fosse stato bisogno, tutta la pochezza della concezione che Berlusconi ha delle donne", commenta Anna Finocchiaro, aggiungendo che "la profonda volgarità dell'attacco a Rosy Bindi parla da sola". Un Berlusconi semplicemente "sguaiato", per Barbara Pollastrini.

Antonello Soro: "Parole rozze e incivili". “Voglio esprimere, anche a nome di tutti i deputati del Pd, la solidarietà al vice presidente della Camera e, con lei, a tutte le donne italiane per le rozze e incivili parole con cui il presidente del Consiglio e il sottosegretario Castelli si sono rivolti all’on. Rosy Bindi nel corso della trasmissione Porta a Porta. Segno ulteriore della degenerazione di una stagione politica in cui al governo siedono persone prive di equilibrio e di senso delle istituzioni.”

Brava Rosy. Così le parlamentari del Pd Albertina Soliani e Sandra Zampa: "Brava Rosy. Ieri sera, durante la trasmissione Porta a Porta, in un colpo solo ha difeso la dignità delle donne, la democrazia del nostro Paese, il Presidente della Repubblica, che tutti rappresenta e che difende la Costituzione. Sappia il Presidente Napolitano che l'Italia è con lui". Continuano Soliani e Zampa: "Di fronte alla telefonata delirante del Premier che non si è risparmiato nulla, Rosy Bindi, vice Presidente della Camera dei deputati, ha preteso il rispetto, che è uno dei cardini della vita personale e collettiva. 'Non sono una donna a sua disposizione', gli ha detto dopo gli apprezzamenti sguaiati a lei rivolti dal Presidente del Consiglio".
"Berlusconi non ha avuto rispetto per nessuno: non per la sentenza della Corte, non per la Corte Costituzionale, non per il Capo dello Stato, non per la democrazia e le sue istituzioni, non per la magistratura, non per la libera informazione, non per le donne. Neppure per se stesso e per le sue responsabilità di Capo del governo. Chi non possiede l'alfabeto democratico è capace di travolgere i fondamentali della Repubblica. Con lo sgomento lo abbiamo ascoltato pensando che egli ci rappresenta all'estero.
Chiediamo rispetto in nome dell'Italia, di tutta l'Italia, del popolo che lo vota per governare, del popolo che non lo vota perché non ne ha fiducia. Chiediamo rispetto in nome delle molte donne italiane che da oggi - concludono le parlamentari del Pd - ripetono con Rosy: 'non sono una donna a sua disposizione'".

Già, brava Rosy. Anche il Pdnetwork non ha fatto mancare la sua solidarietà.

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