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Di seguito pubblichiamo le lettere agli iscritti dei candidati alla segreteria regionale del Partito Democratico: Emanuele Fiano, Maurizio Martina, Vittorio Angiolini.

fianomartinaangiolini

LETTERA DI EMANUELE FIANO

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LETTERA DI MAURIZIO MARTINA

Più democratici, più Lombardia!martina

Cara amica, caro amico,

stiamo entrando in questi giorni nel vivo delle assemblee congressuali dei nostri

circoli in tutta la Lombardia. Saranno non solo occasioni importanti per votare e scegliere delle persone ma,

soprattutto, per discutere e confrontarsi sul futuro del Partito Democratico e del Paese.

Abbiamo l’occasione di far compiere al PD un salto di qualità. Dopo i primi venti mesi di lavoro possiamo pro-

durre il giusto cambio di passo che ci si aspetta da noi, per essere più credibili, più forti, più riconosciuti.

Ha detto bene Pierluigi Bersani: dobbiamo poggiare su basi più solide il nostro lavoro. Dobbiamo definire a

chiare lettere chi siamo e chi vogliamo rappresentare. Dobbiamo tornare a condurre una battaglia sulle prio-

rità del paese, a partire dalla crisi che investe famiglie, lavoratori e imprese, senza dimenticare che va affron-

tato anche un vero confronto sui valori di riferimento della nostra comunità nazionale.

L’Italia ha bisogno di una riscossa civica e noi dobbiamo esserne i protagonisti.

Per questo vogliamo lavorare ad un partito popolare, laico, riformista. Un partito per l’uguaglianza, la soli-

darietà, il merito, la giustizia sociale. Un partito che rappresenti il mondo dei lavori e l’impresa diffusa, che

valorizzi i talenti, e che si faccia carico delle aspettative delle giovani generazioni. Un partito che sia dalle

parte di tante donne che ancora cercano opportunità.

Un partito che si riconosca come comunità di valori, idee e persone.

Sappiamo tutti che la Lombardia è un campo di prova decisivo per questa sfida. Il primo obiettivo per cui

stiamo già lavorando è quello di prepararci al meglio per sfidare la destra che da quindici anni governa la Re-

gione. Serve davvero aria nuova al Pirellone. Occorre un progetto forte per il futuro della Lombardia e noi

con una nuova alleanza di centrosinistra possiamo correre per vincere.

In questi venti mesi ho girato moltissimo la nostra terra, le nostre città e paesi, imparando a conoscerne le

tante diversità ed i problemi ma anche le opportunità e le grandi occasioni.

Mi ricandido alla guida del PD della Lombardia perché penso di poter contribuire a questo sforzo collettivo

mettendo in campo un impegno a tempo pieno.

Lo farò mettendoci tutta la passione di cui sono capace.

Buon Congresso!

Un caro saluto.

Maurizio Martina

 

LETTERA DI VITTORIO ANGIOLINI

Care Democratiche e cari Democratici,angiolini

 

sono per primi gli iscritti ed i militanti a ricordarci, in questi giorni di discussioni congressuali, che abbiamo delle responsabilità verso i nostri concittadini nella Regione, che la sfida del partito democratico al centro-destra è decisiva anche e soprattutto in Lombardia.
Le elezioni regionali della primavera del 2010 metteranno alla prova la nostra capacità di opporci al blocco di potere del centro-destra, guidato da Roberto Formigoni. Dobbiamo presentarci a questo appuntamento con puntualità e con un progetto unitario e solido sul piano programmatico ed ideale, che sappia aggregare, intorno al partito, non solo alleanze politiche ma anche e soprattutto la parte più dinamica ed innovativa della società lombarda.
E’ questo un tema essenziale al nostro Congresso, entrato nel vivo con il voto nei circoli e destinato
a proseguire con le primarie.
Maurizio Martina, Emanuele Fiano ed io abbiamo avanzato distinte e diverse proposte
programmatiche collegate alle nostre rispettive candidature alla Segreteria regionale del partito
democratico. Per cercare di sollecitare un confronto, le mie priorità programmatiche sono state
arricchite da schede di approfondimento e da una lettera aperta con sei proposte, sul da farsi del
partito democratico in Lombardia. Queste sei proposte, formulate in forma di domanda agli altri
candidati alla Segreteria regionale, non hanno però ricevuto risposta nel merito e, anzi, Maurizio
Martina ha respinto l’idea di un confronto pubblico sui nostri rispettivi programmi che fosse
garantito nel suo svolgimento imparziale ed obiettivo dai giornalisti di “affari italiani.it”, i quali
avevano offerto la propria collaborazione.
Ciò deve preoccuparci perché le proposte programmatiche per la Regione, e le conseguenti scelte
circa le elezioni regionali, non solo sono urgenti ma, anche per essere veramente condivise ed
efficaci, debbono essere trasparenti, meditate e fatte collegialmente.
Il percorso delineato dai regolamenti congressuali non ci aiuta molto. Le riunioni dei circoli che
siamo facendo, in cui pure si vota per il Segretario regionale, sono concentrate sui grandi problemi
nazionali e non hanno molto spazio da dedicare specificamente alle questioni lombarde. La Prima
Convenzione regionale del partito democratico, che seguirà il 10 ottobre 2009, è solo competente a
dibattere e non a decidere, anche perché composta di dirigenti ormai avviati ad esaurire il proprio
mandato. Si rischia dunque di giungere all’elezione del Segretario regionale, nelle primarie, senza
un dibattito autentico sul programma politico e quasi si trattasse di una semplice appendice
dell’elezione del Segretario nazionale. Il che non corrisponde certo all’idea, che credo tutti
abbiamo, di un rafforzamento del partito democratico nella Regione.
La proposta che sino da ora mi sento di avanzare, chiedendo a tutti i militanti di sostenerla, è di
fare in modo che sia rispettato nella sostanza il carattere “congressuale” della prima riunione
dell’Assemblea regionale che sarà eletta dalle primarie del 25 ottobre 2009, stabilito dall’art. 7,
comma 2 dello Statuto. Battiamoci insieme perché la prima riunione di quell’assemblea liberamente
eletta nelle primarie non sia rituale, non si esaurisca nella proclamazione o elezione di un
Segretario di cui ascoltare i proponimenti, ma costruisca una piattaforma politica originale, precisa
ed unitaria, programmatica ed ideale, capace di suscitare una svolta politica, a partire dalle elezioni
regionali.
La questione non è tecnica; poiché la democrazia non è solo nel voto, ma nella scelta consapevole,
ossia corredata dalla conoscenza dei problemi e delle loro possibili soluzioni; alla nostra capacità di
discutere, decidere e perseguire coerentemente le decisioni assunte, che è anche risolutiva per
coltivare alleanze forti e resistenti, come esige la vocazione maggioritaria del nostro partito, è
legato l’obiettivo, raggiungibile, che la prossima primavera del 2010 sia, in Lombardia, una
primavera di rinascita democratica.
A presto!

Vittorio Angiolini
p.s. : troverete le mie priorità programmatiche, la lettera con le sei domande sul da farsi in
Lombardia e le schede di approfondimento sul sito www.vittorioangiolini.it
WWW.VITTORIOANGIOLINI.IT

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