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policlinico-monzaCon questo primo articolo, andremo a conoscere i 6 poli della cosidetta “città rinnovata” proposta dalla variante pgt del Sindaco Mariani.

Giusto per avere una prima dimensione generale: per i poli della città rinnovata dai nomi attraenti (sanitario-tecnologico-energetico-multifunzionale-ricreativo),  in realtà ci saranno edificazioni per 1 milione e 800 mila metri cubi di cemento dei quali più del 60% per edilizia residenziale ed il resto per improbabili investimenti terziari.
Il primo polo è chiamato Polo sanitario Policlinico che si trova in Via Amati,  prevede in buona sostanza un consistente allargamento della clinica privata esistente, con un insediamento di un nuova Casa di Riposo (privata) che prevede anche monolocali e bilocali e a complemento un auditorium un asilo aziendale e giardini verdi (pensiamo con laghetto e cigni) aperti al quartiere.
Oggi la clinica, si estende di 20 mil metri quadri e occupa 638 dipendenti per 240 posti letti e  svolge prestazioni in parte private e in parte in convenzione con la Regione Lombardia. Il Policlinico  si vanta di essere capace di  “abbattere i tempi d’attesa” rispetto agli ospedali pubblici ma in realtà, guardando sul sito…non è proprio così.
Una clinica, che i maligni definiscono una sorta di “operazionificio” e che lo stesso sito conferma questa tendenza, infatti il Policlinico “produce” ben 8700 interventi all’anno.
La proposta dell’Amministrazione Comunale di farne un Polo, è una cosina circa di 130 mila mc. ed anche “un favorino”  per aumentare le funzioni e le entrate economiche per una clinica privata, che fa parte di una grande catena piemontese e che, con la proprietà del giornale l’Esagono (e non solo…)  è stato uno  dei principali sponsor del centrodestra alle ultime elezioni, vinte da Mariani. Con il polo il “debito” viene pagato!
Nel merito della proposta, le problematiche che il nostro gruppo in consiglio sta sollevando riguardano:
-       la RSA per anziani, che prevede alcuni appartamenti in convenzione con il Comune, quando è noto i monolocali e i bilocali in una Casa di riposo (non riconosciuti dal sostegno economico della Regione) rispondono a domande di residenzialità per autosufficienti dei ceti più abbienti. Per i parenti monzesi degli anziani non autosufficienti, continuerà così “la via crucis” del cercarsi i posti letto fuori da Monza e dalla Lombardia, perché questi costi non sono pensabili per le loro povere tasche.
-       si prevede un asilo nido aziendale e un auditorium per i quali, il Comune sarà ospite con un bonus di utilizzo al loro buon cuore e nel caso negoziale per un ulteriore allargamento della clinica, si parla della ristrutturazione della Cascina Gallarana, senza precisarne funzioni  e gestione.
-       Infine uno dei problemi più grossi, è la relazione tra l’ingrandimento del Policlinico con l’impatto di una viabilità che nella zona Amati-Rota, ha già ora grandi punte di congestione e che sarà ulteriormente messa a dura prova dai nuovi insediamenti previsti nei nuovi ambiti residenziali “Gallarana”…dove?...di fianco alla clinica….Proprio una bella scelta quella di edificare massicciamente (con traffico in tilt) vicino ad una area sanitaria…riposeranno bene i nostri pazienti e anziani del policlinico e gli abitanti di Via Amati e Gallarana?...ma a salvarli dal rumore resteranno sempre e aumenteranno per la gioia dei loro occhi i lunghi e bianchi cigni, che continueranno a svolazzare nei grandi spazi verdi della nuova policity monzese.

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