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notte museoNel weekend del Gran Premio di Formula 1, quando Monza conquista l'attenzione del mondo, molte iniziative hanno animato le strade del centro: i Musei Civici, nei suggestivi ambienti della Casa degli Umiliati di via Teodolinda, hanno accolto i visitatori fino alle 23.00.

Il cortile interno, delimitato dalle "testimonianze di pietra", cippi e lapidi della Monza medioevale, è un luogo piacevole dove sostare prima di iniziare il percorso: nel cielo scuro e con una sapiente illuminazione, il candore dei muri acquista un fascino particolare.

Pareti di un caldo legno scuro guidano verso la biglietteria/bookshop, dove non si acquista soltanto il ticket - in molti possono usufruire di riduzioni rispetto ai 6 euro di costo standard - ma soprattutto si viene accolti con gentilezza e attenzione.

Tutti noi abbiamo sperimentato quanto siano freddi e inospitali molti luoghi di cultura: sale grigie e polverose, immerse in un silenzio inquietante.

Tutt'altra atmosfera nei Musei Civici di Monza: già all'ingresso, il sorriso e le indicazioni dei custodi e dei volontari danno il benvenuto ai visitatori.

E capita che, soffermandosi ad osservare da vicino i dipinti che raffigurano la Monza del tempo che fu, affiori il ricordo della vecchia Piazza Trento e Trieste, con la fontana nella quale qualcuno racconta di essere caduto da bambino, o si ritrovino costruzioni ormai scomparse, come il castello visconteo o alcune chiese del centro.Nel buio che appare dietro le vetrate, il silenzio delle sale viene rotto dallo scambio di battute che coinvolge visitatori, custodi e volontari in una gara a chi individua particolari praticamente invisibili, ma presenti nei capolavori degli artisti della famiglia Bianchi, di Eugenio Baioni, di Anselmo Bucci e Guido Caprotti.

Davanti alla "Leda con il cigno", imponente scultura di Marino Marini, ci si interroga sul mito greco: i più colti raccontano che era la bellissima regina di Sparta e Zeus, che se ne era innamorato, la avvicinò prendendo le sembianze di un cigno.

In molti siamo rimasti colpiti dalla vivacità e dalla modernità della figura della "Signora in grigio", di Giuseppe Amisani: è Maria Melato, famosa attrice di inizio Novecento, una vera star dell'epoca, che interpretò D'Annunzio con grande personalità.

La Signora è una delle opere che più attrae i visitatori, insieme con le elegantissime dame in preghiera, avvolte nella seta colorata e nel pizzo nero, ritratte "Nel Duomo di Monza" da Mosè Bianchi.

Molta simpatia riscuotono anche le galline che razzolano tranquille davanti alla Porta Monza del Parco nel dipinto di Giordano Bruno Lattuada, mentre si rimane incantati dalla tenerezza del viso dei bambini protagonisti di "Libellule" di Carlo Fossati.

La curiosità e un velo di inquietudine amplificata dal tempo notturno suscita invece la storia intrecciata con la leggenda di Vasco Lumediluna, moderno lupo mannaro, nell'opera di Moira Ricci, presente nella sezione dedicata alla Biennale Giovani di Monza.

 Un'occhiata all'orologio: sono già le 22.40.

Un saluto alle custodi sorridenti e ai volontari, una sosta nel cortile per commentare ancora le opere e poi via in una notte finalmente stellata, lungo le strade del centro animate da una folla colorata e affamata d'estate.

   

  

 

 

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