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ricicloQuesto è un breve resoconto del convegno sui rifiuti che si è tenuto a Legnano il 31 gennaio scorso: a introdurre il convegno è stato Oreste Magni, presidente dell'Ecoistituto della Valle del Ticino di Cuggiono. Hanno preso la parola Marco Ricci della Scuola Agraria del Parco di Monza, Enzo Favoino (Scuola Agraria del Parco di Monza e Comitato scientifico Zero Waste Europe), Paolo Contò, direttore del consorzi Priula e Treviso Tre, Gabriele Andrighetti, consulente società Ritechnor impegnata nel riciclo innovativo di materiale composto da plastiche e altri materiali, Maura Forte, sindaco di Vercelli ed, in video, il già commissario europeo Janez Potocnik.

Partendo dal comune “riciclone” per antonomasia Capannori che molti relatori e comuni hanno consultato come riferimento per poter applicare le loro best practice, Il convegno ha mostrato con esempi molto concreti e documentati come l’incremento della raccolta differenziata nel futuro possa passare dall’applicazione di una tariffazione puntuale perché tutte le sperimentazioni fatte hanno avuto successo coinvolgendo sempre più i cittadini e responsabilizzandoli, ma anche facendogli toccare con mano che un conto meno salato del costo della raccolta e smaltimento può passare da questo modello.

Si ricorda che la tariffazione puntuale dei rifiuti prevede che una parte della tariffa al cittadino dipenda direttamente dalla quantità effettiva di rifiuti non differenziati consegnati per la raccolta. Si applica così il principio sintetizzabile con “paghi quanto getti / paghi in funzione del servizio che richiedi” evitando sistemi di tariffazione più forfettari.

Da molteplici esempi che già adottano questo sistema, sono stati mostrati alcune modalità di raccolta dei rifiuti con sacchetti con semplici microchip o codici a barre inseriti nel sacchetto, oppure con appositi distributori di sacchetti di dimensioni standard installati nel comune.

Questo sistema di tariffazione è già applicato in Italia in un centinaio di comuni, come indicato dal Dott. Marco Ricci. Alcuni esempi nella nostra regione sono Torre Boldone (BG), il Consorzio dei Comuni dei Navigli, Rezzato (BS), Travagliato (BS), Mantova e altri. Anche il comune di Lissone ha iniziato una sperimentazione adottando questo.

Il monitoraggio dei risultati mostra una riduzione anche considerevole della quantità di rifiuto residuo (che non viene riciclato) e un aumento della percentuale di rifiuto riciclato.

Con questa e le varie modalità integrate di attivazione di filiere di riciclo completo, si vuole perseguire la creazione un processo circolare dalla progettazione, produzione, gestione e smaltimento dei prodotti che permetta un riciclo completo. A tal fine alcuni consorzi stanno sviluppando le “Fabbriche di materiale”: impianti che permettono un ulteriore selezione e differenziazione dei rifiuti residui che non è stato possibile differenziare in precedenza. Le “Fabbriche di materiale” sono definite vere “miniere urbane” di risorse (ricalate) da mettere a disposizione del ciclo produttivo europeo e mondiale.

Alcuni comuni stanno arrivando ad una produzione annua di rifiuto residuo di 10 kg per abitante, contro una media di oltre 200 kg per abitante.

Naturalmente in tutti questi processi occorre coinvolgere anche i produttori affinché inneschino i loro prodotti nel ciclo generale.

Senza dimenticare che vi è comunque una situazione esistente, per la quale si dovrà gestire al meglio una fase di transizione integrando le nuove soluzioni con gli attuali sistemi già in essere. Su questo sono interessanti le considerazioni dei relatori, in particolare del Dott. Favoino, che sottolineano come sia importante prendere scelte adeguate una volta sopraggiunta la fine della vita utile per alcuni impianti di termovalorizzazione evitando di vincolarsi ad ingenti investimenti che potrebbero limitare la possibilità di progredire verso obbiettivi più virtuosi per la gestione dei rifiuti.

Tutti i modelli studiati concordano che la scelta dell’inceneritore alla lunga non è remunerativa, da un punto di vista ecologico, la strada dell’aumento delle percentuali riciclate è ben definita.

Gli esempi presentati hanno dimostrato come sia possibile attuare diversi e provate soluzioni per realizzare una nuova fase in cui aumenta la percentuale di rifiuto differenziato e riciclato e diminuisce la produzione di rifiuti, attuando azioni concrete e fissando obbiettivi quantitativi.

Sul territorio italiano ci sono eccellenze europeo in questo settore come comuni, consorzi pubblici di gestione dei rifiuti, esperti, aziende operanti nei processi e nelle tecnologie per questo settore.

È possibile leggere il resoconto dettagliato e visualizzare i filmati di tutti gli interventi qui a questo link .

Ulteriori approfondimenti sugli interventi del convegno sono disponibili sulla rivista “La città possibile” liberamente scaricabile cliccando qui -

 

 

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