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paceNell’ultima settimana di settembre, organizzato dall’ UPF Universal Peace Federation - Monza Brianza, si è tenuto un incontro pubblico da titolo «Educazione alla Pace – Visione e percorsi» di seguito all’ormai consueta Veglia Interreligiosa di preghiera per la pace nel mondo.

Un incontro molto partecipato con ben 160 persone iscritte nei lavori di tutta la giornata. Alla proposta introduttiva del Presidente della UPF Monza, Carlo Chierico, che ha espresso il desiderio di rendere Monza la "capitale della Pace", ha risposto lo stesso Sindaco di Monza, Roberto Scanagatti: nei suoi saluti di benvenuto, ha ripreso l'idea, confermando l'intenzione di fare di Monza, se non proprio la capitale, almeno la Città della Pace.

Si è lavorato per sessioni.

La prima è stata sul tema "Il valore della cooperazione interreligiosa" e ha visto la presenza di una delegazione israeliana, che ha fatto riflettere su come sia possibile costruire la pace tra Israele e Palestina con progetti concreti partendo direttamente dalla popolazione, portando come esempio il loro progetto MEPI (Middle East Peace Initiative); il Dr. Yousef Sbai, Vice Presidente dell’Unione Comunità Islamiche d’Italia, ha fatto riflettere sul fatto che quando un innocente è ucciso dai bombardamenti, tutta l’umanità muore insieme a lui e nessuno può voltarsi dall’altra parte.

La seconda sessione, sul ruolo della politica, è stata presieduta da Rosario Montalbano,Assessore all'Istruzione del Comune di Monza. Tra i politici presenti l'ex ministro ed ora parlamentare europeo, Cécile Kyenge, che ha inquadrato il problema della pace dal punto di vista della gestione dell'immigrazione: si è parlato perciò di progetti realizzati o in corso riguardanti soprattutto l'integrazione e l'accoglienza dei migranti sul territorio nazionale. Un’integrazione che non passa certo attraverso l'assimilazione, bensì attraverso l'accettazione della pluralità delle culture e delle fedi.

Nella terza sessione dedicata al ruolo dei mass medi,  e coordinata da Mauro Sarasso, si sono toccati molti aspetti, dalla necessità – sostenuta da Carlotta Morgana de “Il Giorno” – di “restituire dignità al mestiere del giornalista”, di “mettere al bando il pressappochismo" e di “ripartire dal giornalismo d’inchiesta basato su fonti certe, documenti e testimonianze”, all’importanza di “dare un volto e un nome alle storie che si raccontano”, rivendicata da Daniele Biella della Rivista “Vita”.

Nella quarta sessione, sulla parola alle associazioni, hanno preso la parola i rappresentanti di otto organizzazioni i cui obiettivi hanno al loro centro la promozione della pace.

Nella quinta e ultima sessione, la parola ai giovani, è stata presieduta da Wesam El Husseiny, Ambasciatrice di Pace; i rappresentanti di sette associazioni giovanili hanno presentato le loro proposte e soprattutto le loro testimonianze su come si può mirare alla realizzazione della pace.

Per saperne di più:

UPF Universal Peace Federation - Monza Brianza

www.italia.upf.org www.trofeodellapace.org

mail Tel. cell. 3930077700

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