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DeCapitani-02

Il ciclo di incontri proposto dall’associazione Novaluna con il sostegno del Comune di Monza e della libreria Libri e Libri è stato presentato lunedì sera al Binario 7, proiettando il video “Gaia” di Gianroberto Casaleggio e commentandolo con l’aiuto di Elio De Capitani (Regista e attore monzese).

Gaia, un nuovo ordine mondiale è nato oggi, 14 agosto 2054”. Comincia così il video caricato sul canale youtube della Casaleggio Associati il 21 Ottobre 2008.

Si tratta di una clip di otto minuti nella quale vengono esposte le teorie della mente del MoVimento 5 Stelle sul futuro della terra. Si parte dal 2018. In quest’anno il mondo è diviso in due parti: l’ovest, dove la democrazia rende libero l’accesso ad internet e l’est, dove la dittatura Orwelliana tiene sotto controllo l’accesso ad internet. Nel 2020 scoppierà una guerra mondiale che durerà due decadi e porterà la popolazione ad un miliardo di abitanti distruggendo tutti i simboli della storia e della tradizione. Nel 2050, alla fine della guerra, Brain Trust sarà l’invenzione che sconvolgerà il mondo. Un’intelligenza artificiale che riuscirà a risolvere i problemi, ergo: i cervelli saranno inutili, sarà Brain Trust a pensare per noi. A quel punto ci sarà la prima elezione del governo mondiale dei vincitori della guerra (le forze occidentali) nella quale ogni individuo potrà controllare il mondo attraverso la rete.

In molti abbiamo visto il video nell’ultimo anno, ma perché un “manifesto”  di questo tipo non è stato oggetto di critica, riflessione, denuncia, negli anni passati? Secondo De Capitani, il ritardo dei giornalisti è grave ed è frutto dell’autoreferenzialità dei direttori e dei giornalisti. In realtà, rispetto al passato, ormai il web si contende con i giornali e la televisione l’informazione ed i giovani si informano soprattutto dal web. Il video termina dicendo La conoscenza collettiva è la nuova politica”: è un’idea di democrazia perfetta che passa attraverso l’abolizione dei partiti. Se è fallita la rappresentanza, la rete può darci la possibilità della democrazia diretta.

De Capitani ci ha raccontato la sua fatica nel leggere Voto  di scontro (di Giovanni Valentini), dialogo tra un padre giornalista elettore di centrosinistra-con la presunzione di considerarsi un cittadino democratico- ed un figlio “grillino”. Pensava infatti di identificarsi facilmente con il padre, in realtà si è trovato a sentire la debolezza delle sue motivazioni. In realtà, c’è bisogno di un confronto aperto che interpelli la coscienza civile di tutti, sulla politica e sull’antipolitica, sulla sinistra e sul Movimento 5 Stelle, sui meccanismi a volte distorti dell'informazione tradizionale e sulla comunicazione alternativa del web. E’ assolutamente necessario smascherare la  “speranza totalitaria”, recuperare la capacità di confronto, superare il tifo.

Quindi, non tanto sperare che il movimento imploda, piuttosto che muti e impari a confrontarsi e superare l’idea che tutto si possa risolvere con una maggioranza del 100%...cancellando le idee diverse dalle proprie.

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