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foto_bellaniIl Comitato genitori della scuola media Bellani ha organizzato una serata nell’auditorium della struttura scolastica di via Ugo Foscolo invitando, come relatori, i due candidati sindaco di Monza, che si sfideranno al ballottaggio del 20 e 21 maggio. Il tema della serata è di quelli che scotta: la sicurezza nella scuola!

 

Un momento pubblico per “mettersi attorno ad un tavolo”, un momento per parlare, nello specifico, della scuola Bellani.

Gli interventi iniziali della rappresentante del Comitato genitori e del Preside hanno introdotto la serata apportando contenuto al dibattito e diverse nozioni basilari per comprendere la problematica.

La scuola media Bellani, costruita ed ultimata nel 1967 presenta alcune componenti strutturali composte di eternit.

Essa avrebbe urgente bisogno di una serie di interventi che non possono essere più dilazionati nel tempo:  dalla tinteggiatura delle aule, al cambio delle sedie in pessime condizioni. Inoltre la struttura presenta pesanti carenze di spazi, sia per gli studenti che per il personale, nonostante l’utenza sia in continuo aumento.

Sia la scuola Bellani che la Citterio costruite secondo le stesse logiche e stessi materiali, oggi considerate obsolete e non più sicure- saranno smantellate e ricostruite ex-novo, entrambe sugli spazi dell’attuale struttura della Citterio.

Per tale motivo, da anni, non viene attuato nessun intervento di ristrutturazione nelle due scuole, scelta che ha contribuito ad abbandonare le strutture ad un lento ed inesorabile degrado.

Dopo una prima fase introduttiva e  “di contenuto” la parola viene data ai due candidati, chiamati a portare risposte alle domande dei genitori, visibilmente preoccupati per la salute dei propri figli.

Mandelli esordisce per primo… e sin dalle “battute” iniziali vagamente spiritose, che avrebbero voluto celare un nervosismo palpabile, si percepisce che l’argomento “sicurezza nelle scuole” non è il preferito dal farmacista-politico.

Il candidato del PDL cerca di accennare a soluzioni di buon senso, senza mai staccare l’occhio dal documento che funge da “bigino” , gli suggerisce i termini appropriati e le frasi da pronunciare.

Di tutt’altro tenore l’intervento di Roberto Scanagatti che, in tutta scioltezza, ricorda che l’area della scuola Bellani era stata inserita, dalla Giunta Mariani, all’interno del PGT….rischiando di diventare addirittura un TUC!

La Giunta di centrodestra aveva deciso quindi di non proseguire con l’operato della Giunta Faglia, che voleva demolire le due scuole malandate ricostruendole in piena sicurezza,  facendo perdere di fatto tempo prezioso.

La posizione del centrosinistra rimane quella di sostituire i due complessi scolastici con strutture nuove, che possano garantire agli studenti e a tutto il personale di lavorare in sicurezza e tranquillità.

Alle 22.00 esatte, colpo di scena: Andrea Mandelli si alza ed annunciando di avere “un altro impegno”, poi esce dall’aula, seguito da tutti i rappresentanti PDL in aula… tra i mugugni dei presenti, che non hanno certo gradito un così precoce l’abbandono.

Per tranquillizzare i genitori in apprensione per la sicurezza dei propri ragazzi interviene anche l’Ingegner Franco Isman, realizzatore della scuola, assicurando anche la presenza di eternit nelle pareti non risulta un pericolo per nessuno, in quanto i pannelli sono di cemento amianto tutti bordati in acciaio e rivestiti o tinteggiati.

L’incontro prosegue e Scanagatti ha modo di intervenire più volte, rispondendo anche alle  domande dei presenti e rassicurando tutti che la Bellani è e rimarrà una priorità del Progetto per Monza!

Nell’intervento conclusivo, che strapperà un applauso prolungato, Scanagatti ricorda inoltre che- se dovesse diventare Sindaco- ogni soluzione verrà presa in modo condiviso, assieme al Comitato genitori e al Preside,  evitando che le decisioni vengano prese dall’alto. Alle 23.00 circa l’incontro volge al termine.

Di Mandelli si sono perse le tracce da un’ora e mezza…in sala nessuno sembra più ricordarsi di lui e della sua fugace apparizione alla scuola Bellani, mentre Scanagatti esce dall’auditorium circondato da numerosi cittadini.

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