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immigrazione-mondo-maniPer chi per anni ha predicato la necessità di bloccare l’immigrazione in Italia e nella nostra città, per chi credeva, che almeno la crisi fermasse il flusso in arrivo, per chi come l’Amministrazione Mariani, ha volutamente ignorato questa massiccia presenza…i numeri (ancora una volta) parlano chiaro.

L’Assessore con delega all’immigrazione Lucia Arizzi,ha presentato in conferenza stampa i dati Istat  riguardo la mappa della presenza di immigrati nella nostra città. dati estrapolati da quelli più generali nazionali e lombardi.

A Monza sono  oltre 14 mila le unità presenti, cioè più del 10% della popolazione residente nella nostra città. Un numero in progresso rispetto alle annate precedenti e che va oltre in percentuale alla media lombarda,del nord-ovest e nazionale.

La tipologia di provenienza, vede i rumeni come la presenza più massiccia, seguita da persone provenienti in particolare dal Sud America. In maggior parte sono operai e collaboratrici domestiche ma anche piccoli imprenditori, visto che più di 3000 sono le aziende e gli esercizi avviati e aperti.

Interessante è anche rilevare che oltre il 20% è laureato e che ormai nelle nostre scuole di ogni ordine c’è più del 10% di ragazzi che studiano con i “nostri” ragazzi.

S.Rocco e Cederna i quartieri “più popolati” da immigrati , S.Fruttuoso e Libertà quelli meno.

A fronte di questi numeri due riflessioni si impongono.

L’Assessore Arizzi  si è limitata “a dare i numeri”, perché altro non poteva da dire e offrire, visto che, al di là della sua personale sensibilità personale al tema , questa Amministrazione Mariani in 5 anni non ha realizzato nessuna politica significativa sull’integrazione e la valorizzazione di questa presenza multi etnica, che rappresenta ormai da anni una risorsa economica e culturale per la nostra città.

Una presenza, ormai significativa dal punto di vista numerico e qualitativo, ma che fa ancora fatica a rappresentarsi all’interno della nostra città.

Il Movimento 1 Marzo, nato due anni fa in occasione dello “sciopero degli stranieri”, non ha trovato continuità e protagonismo da parte degli stessi immigrati.

Questa fatica a far emergere positività e problemi delle comunità immigrate presenti in città, viene “pagata” negativamente in termini di una immagine e uno stereotipo che ancor oggi riempie i media: immigrati uguale criminalità e insicurezza per i  nostri cittadini e pericolo anche per il nostro lavoro.

Crediamo che la politica (Pd compreso) e le diverse comunità immigrate presenti in città debbano cogliere l’occasione delle Elezioni Amministrative, per mettere in agenda il fare emergere presenze, idee e proposte che riescano a porre con forze e positività un tema che caratterizzerà sempre di più il futuro economico e culturale della nostra città.

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