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biciE' il voto che Legambiente assegna a Monza nello studio che ha considerato, per le varie città italiane, il rapporto tra abitanti, aree a traffico limitato e lunghezza dei tracciati delle ciclabili. Prima classificata è Reggio Emilia, poi Lodi e terza Modena.

Per trovare Monza bisogna avere pazienza e arrivare alla ... 50.a posizione, su 91!

Parlando di numeri, Reggio Emilia ha una "ciclabilità" di 34,86, che significa 34,86 metri di percorsi adeguati alla bici per ogni residente. Monza ha un indice di 4,53 metri per abitante: se non bastasse il paragone impietoso si deve dire che quel risultato è dovuto soprattutto al grande centro storico a traffico limitato; se avessimo considerato solo la lunghezza delle piste ciclabili (30 Km) Monza sarebbe precipitata nei pressi della maglia nera dei 91 capoluoghi di provincia italiani.

Di questi 30 km, 15 sono della pista che costeggia il canale Villoresi, gli altri 15 sono costituiti di tanti tratti ciclabili, sparsi per la città e non collegati tra loro.

Decisamente poco, considerando che la lunghezza complessiva delle strade comunali è di 260 Km. La più bella pista, poi, quella del Villoresi, già citata, è ottima per una passeggiata sportiva, ma poco funzionale perché costeggiando il Villoresi non si va da nessuna parte: né al centro, né alla stazione, né all'ospedale, né a scuole e chiese, né supermercati né uffici pubblici.

Destinazioni raggiungibili solo combinando le piste ciclabili "brevi" con tratti di strade comunali, misurandosi perciò con il normale traffico auto, moto e mezzi pesanti con i problemi che questo comporta.

Come dice Gianni Bugno, "manca la cultura della bicicletta". "La bicicletta è un mezzo che dovrebbe circolare liberamente, perché è il veicolo più veloce spinto dall'uomo, il più agile nelle città congestionate, riduce il traffico, non inquina e si parcheggia dovunque. Nelle nostre città bisognerebbe quindi sviluppare la ciclabilità". Massimo Benetti, responsabile di "Monza in Bici", ammette rassegnato che "ci meritiamo il 50.o posto". L'attività di stimolo nei confronti dell'amministrazione comunale da parte dell'associazione non ha dato finora risultati.

L'assessore alla viabilità Villa si difende affermando che l'area Nord di Milano è una di quelle a più alta densità insediativa e quindi c'è poco spazio fisico per realizzare piste ciclabili. Ricorda anche che la sensibilità per i problemi traffico/inquinamento/ambiente si è manifestata solo con le ultime amministrazioni, promette la costruzione di altre piste e annuncia il finanziamento da parte della Regione di un progetto bike-sharing, sulla falsariga di quanto avvenuto a Milano.

Sarà, per intanto basterebbe che venisse riattivata la pista di Via Cervino, chiusa per lavori collegati a quelli di viale Lombardia e mai più ripristinata (dall'Anas) malgrado le promesse dei vari assessori competenti.

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