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UN PARCO IN ABBANDONO, UNA VILLA REALE “IN SVENDITA”:

IL PARCO E LA VILLA CHE VOGLIAMO

Alla fine di marzo dell’anno scorso, il Consiglio Comunale di Monza votò lo Statuto del nuovo Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, che è stato varato ufficialmente in luglio, alla presenza del Presidente della Regione Lombardia, del Ministro ai Beni Culturali e del sindaco di Monza. Assente il comune di Milano, di cui ancora oggi è in dubbio la partecipazione. Da settembre dell’anno scorso si è insediato il Consiglio d’Amministrazione, presieduto dal Sindaco di Monza Mariani, ed è stato nominato il Direttore.

 

Il Partito Democratico ha partecipato attivamente alla discussione in Consiglio Comunale ed in città, rendendo pubbliche proposte concrete e costruttive, ed ottenendo alcune significative modifiche dello statuto del Consorzio.

Ma il bilancio di questi mesi di attività del Consorzio non è per niente soddisfacente.

Va svanendo la possibilità di ottenere contributi dall’Expo 2015. L’ipotesi di utilizzare la Villa Reale come sede di rappresentanza di questo grande evento non ha trovato conferme ufficiali, quando mancano pochi mesi all’avvio della fase operativa della preparazione di Expo.

Il progetto del raggruppamento Carbonara, vincitore nel lontano 2004 del concorso indetto dalla Regione Lombardia e dal comune di Monza per il restauro di Villa Reale, non è mai stato presentato come progetto preliminare, né tantomeno come progetto definitivo ed esecutivo, strumento quest’ultimo indispensabile per ogni eventuale gara d’appalto.

I fondi raccolti finora dal Consorzio sono molto lontani dall’aver raggiunto la cifra necessaria al restauro complessivo della Villa Reale, stimati in 106 milioni di Euro, per non parlare della rinascita del Parco e dell’ordinaria amministrazione.

Il Consorzio utilizza in modo singolare le risorse di cui dispone, a volte per scopi del tutto impropri, come quello di aver commissionato in modo del tutto autonomo uno studio per la realizzazione di un tunnel viabilistico sotto il Parco. Come pure, da un primo esame dell’attività fino ad oggi svolta, emergono  forti perplessità sulle delibere di spesa e sulle entrate del Consorzio.

Nel frattempo la costruzione di un Ecomostro ha gravemente compromesso il cannocchiale storico di fronte alla Villa Reale e, nonostante gli annunci, non si hanno più notizie di atti concreti volti almeno a mitigarne l’impatto.

Il bando di gara pubblicato in marzo da Infrastrutture Lombarde spa per il primo lotto del restauro della Villa Reale riguarda solo il corpo centrale ed una piccola parte dell’ala Nord, e suscita numerosi importanti interrogativi:

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      • Innanzitutto la cifra complessiva, di circa 23 milioni di Euro risulta essere molto inferiore a quella stabilita dal Consorzio nella delibera di incarico ad Infrastrutture Lombarde del 24 febbraio, dove era indicata la somma di 31 milioni di Euro.
      • Il progetto definitivo per il restauro della Villa Reale viene affidato al privato vincitore del bando, sulla base del progetto Carbonara “opportunamente modificato”, senza che siano state rese pubbliche le modifiche e le indicazioni circa  le destinazioni d’uso previste.
      • La gestione trentennale della di spazi e servizi connessi alla Villa Reale, affidati al privato, unita all’incertezza sulle destinazioni d’uso prima citata, rischia di rappresentare un assegno in bianco, oltre che una pesante ipoteca, che priva la parte pubblica della possibilità di guidare il futuro del complesso monumentale

La recente ridistribuzione delle deleghe nella Giunta monzese vede la divisione delle competenze riguardanti la Villa Reale ed il Parco, in piena contraddizione con l’unitarietà del Consorzio.

Resta nell’incertezza il futuro dell’Istituto d’Arte presente all’interno della Villa Reale.

Gran parte delle attività di manutenzione nel Parco sono bloccate. Il Comune di Milano non ha ancora sottoscritto molte concessioni importanti (tra cui Autodromo e Golf), non autorizza gli interventi e blocca la definizione di nuove concessioni per le opere sistemate. Essendo comproprietario per quasi il 50% dell’area Parco, impedisce di fatto al nuovo Consorzio di poter procedere in qualsiasi decisione riguardante il Parco stesso.

Il personale dell’Amministrazione Parco, di conseguenza sta vivendo un periodo di grande incertezza, che rende ancora più difficile anche solo l’ordinaria manutenzione.

Riteniamo sia necessario un deciso cambio di rotta

Occorre confermare e mantenere come guida di tutte le azioni la valorizzazione unitaria del patrimonio ambientale e culturale costituito dal Parco e dalla Villa Reale di Monza. Solo in questo modo pensiamo sia possibile sfruttare l’opportunità storica che si è aperta per il futuro della nostra città.

Insistiamo nel nostro intento di partecipare da protagonisti ed in modo costruttivo al processo di valorizzazione del Parco e della Villa Reale, per contribuire alla crescita della nostra città, per salvare e valorizzare un patrimonio ambientale, culturale ed artistico di valore europeo, per sostenere quel poco di positivo che è stato fatto finora grazie alla L. R. 40/95 e all’impegno del Comune di Monza, ma anche per vigilare sulla qualità e correttezza di un processo di grande complessità e di assoluta importanza sia culturale che economica.

Chiediamo quindi che:

  1. Venga sospeso il bando di gara relativo al restauro della Villa Reale, perché del tutto inadeguato, ed a causa del grave rischio di sottrazione del monumento al controllo pubblico. E’ necessaria una sua profonda revisione, rivolta a garantire al Consorzio, di conseguenza ai soggetti pubblici che sono i proprietari della Villa Reale e del Parco,  il pieno controllo sul destino dell’ intero complesso.
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  3. Venga immediatamente avviato in città un grande processo partecipato, trasparente e condiviso sui progetti per la Villa Reale ed il Parco, che permetta ai cittadini, alle forze politiche, sociali ed economiche di intervenire e dare il proprio contributo.
  4. Si metta fine al balletto dei soci fondatori, e si chiarisca una volta per tutte la partecipazione o meno del Comune di Milano. Se questi continuerà a dimostrare il suo assenteismo, pensiamo sia necessario scelga di cedere la sua parte di Parco, come già ha fatto in passato con la Villa Reale.
  5. Il Consorzio agisca in modo trasparente, informando puntualmente delle sue iniziative tutti gli enti componenti, ed in particolare il Consiglio Comunale di Monza, avviando una stretta collaborazione nel reciproco rispetto delle competenze di ognuno. Il Sindaco di Monza, in qualità di Presidente del Consorzio svolga finalmente il proprio ruolo e si faccia garante del collegamento tra Consorzio e Istituzioni.
  6. Si consideri un rilancio ed un allargamento del Consorzio stesso ad altri enti competenti o comunque coinvolti, purché non in conflitto di interessi. In particolare in riferimento alla Provincia di Monza e Brianza, a fondazioni di tipo bancario, ai comuni circostanti.
  7. Venga insediato al più presto il Comitato Scientifico del Consorzio, come previsto nello Statuto, a garanzia che le proposte di interventi e iniziative all’interno del complesso monumentale Villa-Parco siano coerenti con le finalità di restauro e valorizzazione culturale e ambientale sancite dallo Statuto
  8. Il Consorzio predisponga un Piano di rinascita per il Parco, per il quale mettiamo a disposizione le idee ed i progetti contenuti nella proposta di Legge Regionale presentata dal PD nel novembre del 2009, per riprendere ed estendere quanto già predisposto e solo parzialmente completato finora con la Legge Regionale n.40 del 1995. Per riportare il Parco agli antichi splendori e alle funzionalità lungimiranti del progetto originario, opportunamente rivisitate alla luce delle esigenze culturali, ambientali e sociali attuali e future.
  9. Il Comune e la Provincia di Monza si pronuncino in tempi rapidi sul futuro dell’Istituto d’Arte.
  10. Vengano date risposte certe, mezzi adeguati e prospettive al personale che lavora nel Parco.

Monza, 28 maggio 2010

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