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Bersani anticipa le quattro proposte del Pd contro la crisi

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Alzare i redditi medio bassi, dare un po’ di liquidità alle piccole e medie imprese, dare il via ad un piano di piccole opere e incentivare la green economy. Sono quattro cose da fare in fretta per arginare “una crisi che morde” e sono le quattro proposte messe in campo da Pier Luigi Bersani nel corso della presentazione dell’iniziativa “Mille piazze per l’alternativa”.

 





10 miliardi per aiutare famiglie e imprese. Bersani condanna l’operato di un governo che finora è stato totalmente incapace di dare risposte, ma “si è limitato a fare coriandoli” e a “sprecare 10 miliardi eliminando la tracciabilità dei pagamenti, togliendo l’Ici a tutti, anche a chi poteva tranquillamente permettersi di pagarla, finanziando gli straordinari e pasticciando con Alitalia che ci è venuta a costare fra 2 e 3 miliardi. 10 miliardi, neanche a farlo apposta, è il budget necessario per dar vita alle proposte che il PD ha dettagliatamente messo nero su bianco nella sua controfinanziaria.

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Finanziaria, per paura uccidono il dibattito. Emendamenti, quelli dei democratici, che con tutta probabilità, non vedranno mai la luce. "Vedrete che martedì questi qui mettono la fiducia. – spiega Bersani - Fanno così perché hanno paura che scappi un pezzo di maggioranza". Secondo Bersani, infatti, le misure contenute nella Finanziaria sono deludenti e creano problemi anche ai deputati della maggioranza e dunque bisogna blindarli”. Questa volta il governo ha superato se stesso, “ha messo la fiducia persino in commissione, in modo che noi non possiamo assolutamente aprire bocca. Io dico solo: dammi la possibilità di presentare 20 emendamenti, non 200, si discute e si vota. No, non lo fanno, hanno troppa paura”

Operai, studenti, terremotati, disoccupati: il ritratto di un'Italia che soffre. Eppure, dalle parole del segretario Pd, emerge chiaramente come di misure mirate ci sia un bisogno disperato. Per capirlo basta ascoltare il resoconto che il segretario fa della sua giornata. “Stamattina la giornata si è aperta con la finanziaria, un motivo di preoccupazione e rabbia perché non ci hanno fatto dire la nostra. Poi c’è stato un incontro a Montecitorio con sindacati di piccoli comuni che non sanno come fare persino con i trasporti degli alunni a scuola, non hanno respiro e non erano contentissimo di questa norma”. Poi è stata la volta degli aquilani: “Volevano spiegare situazione e sfondare il muro di gomma dell’informazione. Volevano dire che 30000 cittadini vivono in albergo o nelle tende o da amici. Oppure decidono di andarsene perche non hanno lavoro. È una situazione kafkiana: non hanno niente e da novembre dovranno pagare le tasse”.

“Sarei venuto anche sul tetto dell’Ispra – assicura Bersani ad un rappresentante intervenuto poco prima - ma in parlamento c’è stato il voto sul caso Cosentino. Domani porterò la voce del Pd ai lavoratori della scuola. Questa giornata e tutte le altre sono cosi, basta pensare a com’è l’Italia".

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Sempre i problemi suoi, mai i problemi nostri. "Eppure vedrete - afferma Bersani - che domani i giornali saranno monopolizzati da Berlusconi e dal suo show in Germania. Con la solita storia sul fatto che comandano i giudici, la corte è di sinistra e presidenti della repubblica anche ha portato in Europa un pronunciamento netto e chiaro che allude ad un sistema che non è una democrazia costituzionale. Chi vince e lezioni non è padrone paese, il suo potere è bilanciato e non puoi dire che gli altri istituti non possono parlare. Da domani l’Europa saprà ancora meglio con chi ha a che fare. La destra europea lo sa che non si può picconare la costituzione. Se Berlusconi vuole portarci fuori dal terreno costituzionale non ci riuscira' perche' non siamo d'accordo. E gli diciamo che forse sottovaluta il fatto che gli italiani, come han dimostrato, fin che si scherza si scherza, ma quando arrivi ai principi fondamentali dell'ordinamento democratico, gli italiani non sono disposti a questa avventura. Essendo sempre sui problemi suoi non possiamo mai essere sui problemi nostri. In fondo lui passa le giornate con Gheddafi e Putin, dove non c’è opinione pubblica si trova a suo agio, pensa: qui sì che è una pacchia!".

Crisi alle spalle? Guardino i numeri. E forse è proprio l'ossessione del premier e del suo governo per questo o quel processo che induce a menzogne consepevoli di essere tali, come la celebre frase: la crisi è passata. Per il segretario PD qualcosa non torna, motivo per cui si rende improrogabile spiegare a Berlusconi e agli altri “alcuni concetti”. “Una crisi – dice Bersani - è alle spalle quando almeno si torna al punto in cui è cominciata, quindi al 2007. Invece qui si continuano a ripetere che noi stiamo meglio di altri. Ma poi è vero che stiamo meglio di altri? C’è una tabella Ocse con che riporta le proiezioni di crescita del Pil 2010, confrontiamoli con il 2007. L’Italia è stimata al -4,7%, in pratica peggio del Giappone, che è il paese più colpito dalla crisi. In quel numero è contenuta l’occupazione e le imprese che perse in quest’anno”.

Il PD per la riscossa civica. "E' possibile che Berlusconi cerchera' di forzare la mano. Noi dobbiamo fermare la curva plebiscitaria e ci riusciremo se uniremo il tema democratico e quelli economici e sociali. Il Pd deve essere la cerniera intelligente di tutti i mondi che protestano''. Il compito dei democratici, sostiene il leader del Pd, è "collegare l'indignazione dei giovani di piazza San Giovanni con la rabbia e lo spaesamento di agricoltori e lavoratori perché altrimenti non si può costruire l'alternativa".
Per Bersani il PD dovrà prendere "una chiara linea di opposizione, che dica no ad ogni legge ad personam comunque imbastita e ritoccata", ma che al tempo stesso vuole riforme vere e sia il partito della riscossa civica. Al segretario dei democratici non sta bene un'Italia a immagine e somiglianza del premier: "Per lui è bello un mondo in cui le tasse non si pagano a meno che tu non sia un poveraccio o un pirla. È bello un mondo i cui i processi sono solo per gli immigrati. E' bello un mondo in cui la velocità in autostrada è per tutti, anche con macchine piccole. Questo bisogna mandarlo a casa sul serio costruendo l’alternativa. Mille Piazze serve a questo, diamoci da fare".


Iv.Gia

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