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expo novalunaGiovedì scorso si è tenuto il secondo incontro del Ciclo “Expo: Nutrire il futuro” organizzato dall’Associazione Novaluna con l’adesione del Comune, Desbri, Slow Food, Camera di Commercio, Spaziocinema e Vorrei.org.

Il titolo domanda della serata era “Lo sviluppo è sostenibile?”. Presenti esponenti dell’ente locale, del profit e del no profit che hanno cercato di sviluppare loro tesi al proposito. Ospitiamo (e ringraziamo) al proposito l’articolo di Pino Timpani della Rivista Vorrei.org che è media partner dell’iniziativa.

L’idea di un modello di crescita economica che non consumasse tutte le risorse ambientali e le rendesse disponibili anche per il futuro si fa strada a partire dalla Conferenza Onu sull’Ambiente Umano del giugno del 1972. Nel 1993 viene messo a punto dal Ministero dell'Ambiente il Piano Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e per l'attuazione dell'Agenda 21, orientato a realizzare uno sviluppo compatibile con la salvaguardia dell'ambiente. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il Dess-Decennio dell'Educazione allo Sviluppo Sostenibile per il periodo 2005-2014, affidando all'Unesco il compito di coordinarne e promuoverne le attività. Tale iniziativa trova origine nel Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg del 2002.

L'Assessore Francesca Dell'Aquila parte proprio dalle origini a spiegare i vari passaggi seguiti dalle organizzazioni mondiali ed europee, per poi trattare delle declinazioni messe in pratica dal Comune di Monza. In particolare sono state avviate una serie si azioni: il Paes, il Piano di Azione per l'Energia Sostenibile per l'applicazione delle direttive europee in materia di risparmio energetico e la diminuzione di emissioni inquinanti; per quanto riguarda il cibo è stato avviato Tenga il resto, azione per sensibilizzare i cittadini contro lo spreco alimentare e per il recupero dei pasti non completamente consumati: infine il Comune ha avviato un progetto di orti urbani, finalizzati anche ad implementare la produzione locale ortofrutticola. Per Francesca Dell'Aquila l'attuazione dello sviluppo sostenibile si concretizza maggiormente con il coinvolgimento dei cittadini e per questo è stato approntato un programma per facilitare le relazioni tra la cittadinanza e l'ente locale.

Stefano Magnoni vicepresidente di ACRA-CCS sostituisce il presidente Elena Casolari , impossibilitata a intervenire alla conferenza. Acra è una Ong. L’acronimo Ong individua le organizzazioni o le associazioni di cittadini, non create dal governo ma da questo riconosciute che svolgono la loro attività, senza scopo di lucro, nella solidarietà sociale e nella cooperazione allo sviluppo. Nate all’inizio degli anni sessanta come movimento spontaneo, in un momento di massimo fermento ed impegno sociale, le Ong si propongono di intervenire a favore delle popolazioni del sud del mondo con iniziative di partecipazione e solidarietà, volte a stabilire un contatto diretto con esse e a giungere ad una comune visione politica delle esigenze di tali popoli.

Il problema non è il profitto in sé ma è come si fa profitto. Sostiene Stefano Magnoni. Acra opera in 16 paesi del mondo. I progetti principali riguardano l'accesso e gestione partecipata delle risorse idriche, la sovranità alimentare e il social business per lo sviluppo economico. La sostenibilità è concentrata in interventi che durino nel tempo. Qui le attività svolte. Nell'ultimo anno, insieme ad altre organizzazioni ha dato vita a Opes, il primo veicolo italiano di impact investing. Impact investing consiste in un approccio concertato di finanziamenti e destinato a supportare le imprese sociali di Uganda, Kenya e India.

Renato Mattioni della Camera di Commercio propone il tema della narrazione dell'economia della Brianza, intesa come immagine di relazione economica del territorio, della sua vocazione e del modello competitivo quali valori dello sviluppo economico. I dati del Registro Imprese per il 2013 mostrano che, anche in un periodo di profonda crisi economica, la provincia di Monza e Brianza, insieme a quella di Milano, ha fatto registrare la performance migliore. La voglia di fare impresa connota la realtà della Brianza anche in momenti difficili come quello attuale: se la crisi ha spinto molte imprese alla chiusura, ha anche incoraggiato molti soggetti ad intraprendere un’attività economica autonoma. Le iscrizioni di nuove imprese nella provincia di Monza e Brianza sono state 5.114, l’8,4% di quelle regionali, per un saldo positivo tra iscritte e cessate di 765 unità e un tasso di crescita pari a +1,0%.

Secondo Mattioni la Brianza deve concentrare il maggiore impegno per lo sviluppo sostenibile nel modello etico di fare impresa e nella qualità di manufatti e servizi prodotti. Nella tendenza sempre più marcata delle imprese alla produzione di pezzi unici e di alta qualità, come avviene soprattutto nel settore del mobile, ci possono essere declinati i concetti di sviluppo sostenibile, sia di uso consapevole e responsabile dei materiali nel processo produttivo, sia nella organizzazione e nelle relazioni delle imprese. Nel campo agro alimentare invece le possibilità sono molto contenute, in quanto la superficie disponibile non consente produzioni consistenti, se non alcuni pochi prodotti di alta qualità e di nicchia, come l'asparago di Mezzago

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