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Appiani SilvanoLa sua carica è quella di “consigliere comunale delegato allo sport”: un consigliere con una marcia in più, quindi, Silvano Appiani, perché l’impegno richiesto dalle sue mansioni è pari a quello richiesto da un assessorato. 

Nato a Vimercate, classe 1954, Appiani ci riceve nel suo ufficio, al secondo piano del palazzo comunale.

Il terzo anno di attività è appena iniziato. Come avete lavorato fino ad adesso?
Mi sono trovato subito a mio agio con i collaboratori presenti qui in comune e insieme abbiamo impostato un tipo di lavoro basato sulle indicazioni emerse dai vari "cantieri". Siamo partiti da un concetto basilare, fondamentale: capire cosa sia lo sport e in che ottica inserire e inquadrare questa parola.

Quindi, lo sport è…
Lo sport è un investimento sociale e culturale. Non è solo agonismo, anzi. Lo sport può (e dovrebbe) essere praticato da tutti, a tutti i livelli. Ma per garantire a tutti questa possibilità è necessario compiere determinate azioni.

Quali?
Innanzitutto è necessario migliorare le strutture. La nostra città possiede un vero e proprio patrimonio fatto di impianti e di palestre. Ma in passato troppo spesso la loro manutenzione non è stata curata a sufficienza, o è stata del tutto tralasciata. Quando ci siamo insidiati abbiamo poi ereditato l’annoso problema della loro gestione: le richieste d’uso da parte delle varie società erano gestita male, così abbiamo stabilito dei criteri di aggiudicazione delle spazi nei confrontid delle varie società del territorio. 

Quali altri progetti avete realizzato in accordo al piano programmatico?
Abbiamo rispolverato la Consulta dello Sport con l’obiettivo di incrementare la partecipazione. Stiamo predisponendo un albo delle società sportive, nell’ottica di arrivare a una conoscenza dettagliata e approfondita delle società presenti sul territorio e per stimolare una loro possibile collaborazione, che può riguardare ad esempio l’utilizzo condiviso di palazzetti e palestre.

Cosa state facendo per avvicinare i più giovani allo sport?
In collaborazione all’assessorato all’educazione abbiamo attivato tanti progetti: da MonzaMotoria alle lezioni di nuoto in piscina, dalle lezioni gratuite di tennis e di golf in diversi circoli agli incontri con i campioni del basket. Attenzione speciale poi è stata riservata ai disabili, con il "Tennis per un sorriso", l’handbike e gli Special Olympics, ad esempio.

Molti cittadini ora possono usufruire di un parco attrezzato, adatto ad accogliere diverse attività sportive.
Assolutamente. E diverse novità sono in arrivo, come la possibilità di giocare a cricket e un centro di allenamento rivolto agli atleti che corrono la campestre. E funziona anche organizzare al parco grandi eventi legati al mondo della corsa podistica: penso al numero di iscritti alla Mezza di Monza e ad Aids running in music.

Durante le giornate di MonzaGp, poi, è stato presentato un nuovo progetto, sovracomunale.
Si tratta di “Territori di Sport”, iniziativa che ha coinvolto quindici comuni della nostra provincia (Monza è il capofila) con l’obiettivo di condividere idee e risorse per rilanciare l’offerta sportiva in un territorio in cui è molto diffusa la pratica sia agonistica che dilettantistica.

Cosa manca? Cosa si dovrebbe fare?
Mancano i soldi, lo dico senza mezzi termini. Abbiamo poche risorse a disposizione e sembra ne avremo sempre di meno. Così sarà sempre più difficile non solo costruire nuovi impianti, ma anche realizzare opere di manutenzione su quelli che già possediamo.

Quali strategie permettono di aggirare, almeno in parte, l’ostacolo?
Una priorità sicuramente è quella che ci porterà a lavorare maggiormente in collaborazione con il privato, senza perdere, ovviamente, la capacità di offrire un servizio che ha un importante lato sociale. Poi le associazioni dovrebbero imparare a collaborare maggiormente, a unire gli sforzi e a venirsi incontro nelle diverse esigenze.

Lo sport riesce a unire maggioranza e opposizione? O ci sono stati episodi in cui si è verificato uno scontro?
Maggioranza e opposizione sono sempre andate d’accordo su queste tematiche e, anzi, alcune proposte sono state accettate all’unanimità. Lo sport è un bene comune, di tutti e per tutti, e riesce ad avvicinare le persone.

Le attività messe in cantiere richiedono la collaborazione tra più assessorati.
È così. Gli impianti devono essere ristrutturati in accordo con l’assessorato alle Opere pubbliche, i progetti educativi nelle scuole devono essere approvati dal settore educazione e dalle politiche giovanili. Se poi si considera lo sport come attività di promozione turistica abbiamo a che fare con le Attività produttive e quando lo sport diventa sociale, entrano in gioco le Politiche sociali, ovviamente. Siamo una squadra che lavora bene insieme.

Quali sono le sfide future?
Sicuramente rendere l’autodromo polifunzionale. E predisporre un impianto per la rotellistica. È su questo che stiamo lavorando.

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