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follaNel mese di giugno 2009, un ordinanza della giunta Mariani imponeva al Turnè, locale di via Bergamo, di chiudere tutti i giorni alle 24, nonostante il regolamento comunale consenta, almeno nei week-end, di restare aperti fino alle 2. Il motivo, ovviamente era rispondere, non importa come, alle lamentele dei residenti, stanchi di non poter dormire fino alle 3.30 del mattino e di svegliarsi ogni mattina con la strada sporcata dagli incivili di turno.

 

Quest’episodio ci offre l’opportunità di affrontare a tutto campo il problema dei locali pubblici monzesi e del rapporto con i cittadini residenti. La vicenda che ci viene presentata è l’ennesima riproposizione di un problema che si è già presentato nei mesi precedenti, perché l’amministrazione comunale ha sempre preferito affrontarlo con la logica delle pezze temporanee piuttosto che ricercare quella “conciliazione”, che viene sempre citata sugli organi di stampa, tra gli interessi dei residenti, quelli dei locali, e quelli sempre dimenticati, dei giovani brianzoli e monzesi. Di fronte a questo problema, chiediamo all’amministrazione innanzitutto di fare una politica seria, non di annunci e ordinanze estemporanee, per risolvere i piccoli problemi di inciviltà che danneggiano la convivenza fra i locali notturni e i residenti dei vari quartieri. Diversi sono i punti dove si potrebbe intervenire, a cominciare dalla pulizia delle strade, che può e deve essere affidata ai gestori dei locali, che devono sia evitare il più possibile che si sporchi durante le serate, utilizzando il servizio di vigilanza che già molti hanno deciso di assumere, sia provvedere ad una veloce pulizia dopo la chiusura, ma anche il Comune deve fare la sua parte, ad esempio installando nelle vicinanze del locale cestini ben visibili e segnalati, magari con la raccolta differenziata; c’è poi il problema dell’assembramento, e del passaggio impedito ai veicoli sulle strade pubbliche. Nonostante l’arrivo dell’autunno prevedibilmente porterà ad un parziale miglioramento, va comunque regolamentato il transito. Anche qui, da parte dei gestori si deve chiedere l’impegno del servizio di vigilanza a far rispettare il codice della strada, ma è però necessario che pattuglie e controlli della polizia municipale e delle forze dell’ordine facciano la loro parte. In questo modo inoltre, si darebbe un senso anche alle famose ordinanze estive sulla vendita degli alcolici, perché se no emetterle se poi non si controlla che vengano rispettate? Lo stesso vale per il fenomeno del “”parcheggio selvaggio”, che affligge tutte le zone dove sorgono i locali notturni più frequentati della città. Anche in questo caso non guasterebbe il posizionamento di indicazioni sui parcheggi pubblici più vicini, possibilmente anche gratuiti, e l’aumento dei controlli invoglierebbe anche i più “sfaticati” ad utilizzarli, liberando strade, marciapiedi e incroci.

Riguardo infine il problema principale, quello del rumore, la nostra posizione è che vadano rispettati per tutti i locali gli orari più che ragionevoli previsti dal regolamento comunale, proponendo ai gestori che le bevande vengano serviti solo all’interno dei locali(utilizzando bicchieri di vetro), ed invece esigendo la completa cessazione delle attività dopo gli orari di chiusura. Da parte del Comune però, non si può pretendere che la città si fermi,danneggiando le sue attività commerciali e causando l’emigrazione dei suoi giovani a Milano o in Brianza, prima di aver almeno provato a fare la sua parte (più controlli, accordi coi gestori, cestini, indicazioni sui parcheggi pubblici, per le zone dove si verifica il “parcheggio selvaggio”). Ricorrendo alle ordinanze improvvisate pur di rispondere con immediatezza alle telefonate incazzate dei residenti, si danneggiano utenti ed esercenti senza ottenere nulla, perché poi, per tornare all’esempio iniziale, i problemi in via Bergamo sono ancora lì, gli assembramenti, la pulizia, il rumore non scompaiono, e anzi continuano dopo la mezzanotte, quando non essendoci comunque controlli, non è escluso che possa continuare la diffusione di alcolici. Bisognerebbe infine ricordarsi che i locali pubblici della città, ancora pochi e insufficienti rispetto a tante città di media dimensione, soprattutto all’estero, sono parte del tessuto economico di Monza, ed il loro successo ricade sulle attività economiche cittadine come quelle di qualsiasi altro esercizio commerciale, farli spegnere non conviene certamente a nessuno. Ovviamente i diritti alla quiete dei residenti devono essere salvaguardati. Per questo la nostra ultima proposta è quella di sollecitare il confronto, vero, serio, produttivo e allargato tra: Amministrazione Comunale, Rappresentanti dei Residenti, Rappresentanti degli Esercizi Commerciali (tutti, per non farne un caso isolato), Rappresentanti dei giovani monzesi, soluzione che sembra stia finalmente adottando anche l’amministrazione, per arrivare a soluzioni condivise, che non siano né repressive né soltanto mediaticamente d’impatto, ma realmente risolutive nell’interesse e nel rispetto di tutti, senza calpestare diritti reciproci.

Nicolò Raico

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