Il 14 settembre hanno riaperto i battenti anche le scuole della Lombardia. Hanno riaperto in una situazione di incertezza e di protesta da parte di genitori e insegnanti per i tagli ingiustificati operati dal governo al sistema formativo.

L'avevamo già detto per tempo quando vennero approvati il decreto "Gelmini" e la manovra finanziaria, lo ribadiamo ora alla luce degli esiti prodotti sul nuovo anno scolastico: tali provvedimenti mostrano una chiara inadeguatezza a rispondere al fabbisogno di crescita e di qualità del nostro sistema formativo.

I motivi sono diversi. In Lombardia ci sono quest'anno 9mila alunni in più nelle scuole di ogni ordine e grado e quindi la riduzione del personale docente risulta un evidente controsenso. In seconda battuta i tagli incidono profondamente sulla qualità formativa perché è chiaro che riducendo il tempo-scuola in tutti gli ordini di insegnamento la prima cosa che salta è il livello di offerta didattica complessiva.

In terzo luogo i provvedimenti varati del 2008 penalizzano la professionalità del corpo docente.

Di questo se ne è accorto anche il Governo che, per rispondere al grido di allarme e al crescere delle necessità territoriali, ha dato per ora solo una parziale risposta alla situazione di precariato e di copertura delle sezioni prive di personale insegnante. I precari possono essere infatti impiegati solo per funzioni aggiuntive o di integrazione, come il sostegno ai disabili, agli stranieri o al recupero della dispersione. Risulta complicato che queste figure possano supplire alla mancanza di personale educativo, in particolare nelle scuole dell'infanzia.

È allora evidente che queste misure, di per sé non sono sufficienti.

Serve qualcosa di più che un semplice rappezzo alla situazione di disagio. La posizione del Partito Democratico è chiara: il Governo deve fare marcia indietro e, per quanto riguarda la Lombardia, anche l'esecutivo regionale deve mettere in campo azioni più incisive per dare risposta alle preoccupazioni venute da molti Comuni. Il tavolo aperto dall'Assessorato per fare il punto della situazione deve trasferire alla Conferenza Stato-Regioni la richiesta di estensione delle intese sottoscritte in alcune regioni e portare a omogeneità il quadro nazionale. Inoltre, vista la mancanza di impegni di spesa diviene prioritaria la messa a disposizione di risorse che consentano, finalmente, un avvio sereno dell'anno scolastico e un mantenimento di quella qualità formativa di cui tutti abbiamo bisogno.

 

Sara Valmaggi, consigliera regionale e responsabile Scuola Pd Lombardia

 

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