
Il Partito Democratico di Monza esprime grande soddisfazione per l’adozione da parte del Consiglio Comunale della nuova variante al Piano di Governo del Territorio (PGT). Un passo decisivo verso una Monza più vivibile e sostenibile, capace di guardare al futuro con una visione di sviluppo moderna e responsabile.
L’adozione arriva dopo un confronto consiliare particolarmente lungo e articolato. Sul Piano sono stati presentati complessivamente 642 emendamenti. La discussione, iniziata prima della pausa estiva, aveva portato entro la fine di luglio all’esame di 533 proposte, lasciandone 109 da affrontare alla ripresa dei lavori. Nel corso delle sedute sono stati accolti emendamenti provenienti da diversi gruppi consiliari.
Il confronto ha mostrato due impostazioni urbanistiche molto diverse. Il centrodestra ha chiesto più possibilità di costruire: indici più alti, maggiori altezze e meno obblighi sull’edilizia convenzionata. E ha già annunciato in aula che, se tornerà a governare Monza, interverrà sul Piano in questa direzione.
L’Amministrazione Pilotto ha sostenuto una scelta diversa: indici più contenuti, limiti alle altezze, quote di edilizia convenzionata nelle grandi trasformazioni, più suolo permeabile e una maggiore restituzione di servizi e spazi pubblici alla città. Non è una differenza tecnica: sono due diverse idee di come Monza debba crescere.
Con l’adozione non si chiude il confronto sul futuro urbanistico di Monza. Si apre una nuova fase. Cittadini, associazioni, operatori economici e soggetti interessati potranno presentare osservazioni agli atti adottati. Il Consiglio comunale sarà successivamente chiamato a esaminarle e a pronunciarsi su ciascuna di esse prima dell’approvazione definitiva. Il Piano adottato costituisce quindi il risultato di una prima fase di elaborazione e confronto e, allo stesso tempo, la base sulla quale proseguirà nei prossimi mesi il percorso pubblico che porterà alla definizione definitiva delle regole urbanistiche della città.
Uno degli obiettivi principali alla base del documento è il progressivo passaggio da un modello di espansione a uno di trasformazione: meno costruzioni sulle aree libere, concentrandosi invece sul recupero di quelle dismesse o sottoutilizzate.
Il consumo di suolo viene ridotto fino al –71% per le funzioni residenziali e al –61% per quelle non residenziali. Una scelta netta che si traduce in più di 700 mila metri quadrati restituiti a una condizione agricola o permeabile.
Sul fronte del diritto all’abitare, vengono introdotti strumenti concreti per rendere Monza una città alla portata di tutti. Per gli interventi residenziali sono previste quote progressive di edilizia convenzionata dal 20% al 40% e le monetizzazioni saranno reinvestite nella riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico.
Parallelamente, cresce la città pubblica, con un aumento di oltre 1,6 milioni di metri quadrati delle aree destinate ai servizi e una rete di spazi che unisce quartieri e funzioni strategiche.
Viene rafforzato anche il ruolo delle attività economiche, con regole che favoriscono innovazione e investimenti senza allontanare le imprese dalla città.
Una disciplina specifica tutela gli edifici storico-testimoniali, garantendo interventi compatibili con il contesto urbano e paesaggistico.
Particolare attenzione è posta infine sull’arrivo di M5. Le future fermate vengono considerate come poli attorno ai quali ripensare e valorizzare il tessuto urbano.
Il Partito Democratico di Monza ringrazia l’Assessore Marco Lamperti e i suoi collaboratori dell’assessorato per il lavoro svolto in questi mesi, nonché tutti i consiglieri comunali che hanno animato per molte sedute la discussione e il confronto sul nuovo PGT, uno dei più importanti atti dell’Amministrazione per la nostra città.
