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logo pdVenerdì 12 giugno il Circolo 2 PD Monza – Martiri della Libertà sarà al mercato di Cederna per distribuire un volantino informativo sulla nuova Casa di Comunità di via Luca della Robbia, con ingresso da via Poliziano.

La Casa di Comunità rappresenta una buona notizia per Cederna e per tutta la zona est di Monza. Grazie al lavoro dell’Amministrazione Pilotto, uno spazio dismesso, l’ex supermercato di via Luca della Robbia, è stato recuperato e restituito alla comunità come servizio pubblico.

Non è un dettaglio secondario: recuperare uno spazio vuoto significa anche renderlo nuovamente vissuto, presidiato e utile. Significa aumentare la vivibilità del quartiere e contribuire alla sicurezza urbana, perché un luogo abbandonato che torna ad avere una funzione pubblica è un pezzo di città che riprende vita.

Ora, però, viene la parte decisiva: quel presidio deve funzionare davvero, con servizi presenti, accessibili e continuativi.

Nel volantino distribuito ai cittadini, sono richiamati i principali servizi che la Casa di Comunità deve garantire: punto prelievi, scelta e revoca del medico, infermieri di famiglia e comunità, orientamento ai servizi sanitari e sociosanitari, visite specialistiche con impegnativa e ambulatorio medico notturno tramite il numero 116117.

L’iniziativa del Circolo non nasce come polemica preventiva, ma come informazione e controllo civico. Una Casa di Comunità non si giudica solo il giorno dell’inaugurazione: si giudica dai servizi che riesce a garantire ogni giorno.

Le Case di Comunità nascono dentro il percorso della nuova sanità territoriale previsto dal PNRR – Missione Salute. Non sono una concessione, né una semplice scelta comunicativa regionale: sono presidi finanziati con risorse pubbliche ed europee per avvicinare la sanità ai cittadini, rafforzare il territorio e ridurre la pressione sugli ospedali.

Il rischio, però, è che questa riforma venga realizzata solo a metà: investimenti senza servizi pieni, strutture senza personale sufficiente, sedi aperte ma incapaci di garantire continuità assistenziale, presa in carico dei pazienti cronici e risposte vicine ai cittadini.

Centrale è anche il nodo dei medici di medicina generale. Secondo Fondazione GIMBE, in Italia mancano 5.716 medici di famiglia e la Lombardia è la regione con la carenza più alta, con 1.540 medici mancanti.

È un dato che rende ancora più evidente il rischio di una riforma territoriale realizzata a metà: senza medici di base integrati nella rete pubblica, senza infermieri di comunità, specialisti collegati, personale amministrativo e percorsi chiari, le Case di Comunità rischiano di restare strutture aperte ma incapaci di garantire vera presa in carico.

Per questo il tema non è solo aprire una sede, ma costruire una rete territoriale funzionante, capace di accompagnare i cittadini tra medico, Casa di Comunità, specialistica e ospedale.

Il tema non è solo locale. Secondo Fondazione GIMBE, al 31 dicembre 2025 solo 66 Case della Comunità su 1.715, pari al 3,9%, risultavano pienamente funzionanti. È un dato che conferma il rischio concreto che i nuovi presidi della sanità territoriale, nati anche con risorse PNRR, restino strutture aperte ma incomplete nei servizi.

Per questo il Circolo 2 chiede a Regione Lombardia e ASST Brianza di garantire personale, orari chiari, sportelli funzionanti, ambulatori attivi, integrazione con i medici di medicina generale e tutti i servizi previsti dalla normativa.

La questione è ancora più urgente in una Lombardia segnata dal problema delle liste d’attesa. Nelle scorse settimane Regione Lombardia ha annunciato 61 milioni di euro per oltre 3,5 milioni di prestazioni specialistiche ambulatoriali aggiuntive. Ma proprio questo annuncio dimostra che il problema resta strutturale: se ogni anno servono misure straordinarie per rincorrere le liste d’attesa, significa che il modello ordinario non funziona come dovrebbe.

La sanità lombarda non può continuare a scaricare sui cittadini il costo delle proprie inefficienze: chi non trova una visita nei tempi previsti spesso finisce per pagare di tasca propria. Per questo le Case di Comunità devono essere vere, complete e pubbliche nella funzione: non semplici punti informativi, ma luoghi di orientamento, presa in carico e collegamento reale con la specialistica e con gli ospedali.

Dietro le sigle delle impegnative ci sono tempi precisi: B significa prestazione da garantire entro 10 giorni, D entro 30 giorni per una prima visita, P entro 120 giorni. Quando questi tempi non vengono rispettati, il cittadino spesso resta davanti a due possibilità: aspettare oppure pagare.

Secondo gli ultimi dati disponibili pubblicati da ATS Brianza, riferiti al monitoraggio ex ante della specialistica ambulatoriale di marzo 2026 per l’IRCCS San Gerardo, emergono criticità concrete rispetto ai tempi previsti dalle classi di priorità. Alcuni esempi: prima visita nefrologica in classe D, tempo mediano 121 giorni a fronte dei 30 giorni previsti; prima visita nefrologica in classe P, 260 giorni a fronte dei 120 giorni previsti; prima visita urologica in classe P, 337 giorni a fronte dei 120 giorni previsti; prima visita oculistica in classe P, 317 giorni a fronte dei 120 giorni previsti; prima visita ortopedica in classe P, 218 giorni a fronte dei 120 giorni previsti.

Quando una visita breve dovrebbe essere garantita entro 10 giorni e una prima visita differibile entro 30, ma i tempi si allungano fino a diversi mesi, il cittadino comincia a girare tra CUP, portali e strutture oppure finisce per rivolgersi al privato. Il risultato è semplice e ingiusto: chi può paga, chi non può aspetta.

La Casa di Comunità di Cederna deve quindi essere parte di una risposta più ampia: orientare i cittadini, prendere in carico i bisogni, collegare territorio e specialistica, contribuire ad alleggerire la pressione sugli ospedali, a partire dal San Gerardo, che resta il principale riferimento ospedaliero per Monza.

Il presidio di via Luca della Robbia può essere importante anche per i quartieri vicini: Cantalupo, Sant’Albino, San Donato e Regina Pacis. Il Circolo seguirà con attenzione anche il tema dell’accessibilità e del trasporto delle persone fragili, con particolare attenzione a Sant’Albino. I cittadini potranno segnalare problemi, disservizi, difficoltà di accesso o proposte scrivendo a: circolo2@pdmonza.org.

Il Circolo 2 PD Monza – Martiri della Libertà continuerà a seguire con attenzione il funzionamento della Casa di Comunità di Cederna, raccogliendo le segnalazioni dei cittadini e sollecitando Regione Lombardia e ASST Brianza affinché tutti i servizi previsti siano effettivamente garantiti.

Un presidio nato dal recupero di uno spazio dismesso può diventare una vera risposta di sanità territoriale solo se viene riempito ogni giorno di servizi, personale, medici di medicina generale integrati nella rete pubblica, équipe multiprofessionali e percorsi accessibili.