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museo fumetto circolo2Nel prossimo anno il Museo del Fumetto arriverà nel quartiere Cederna. È una notizia importante non solo per il quartiere, ma per tutta la città di Monza: perché non si tratta semplicemente dell’apertura di un nuovo spazio culturale, ma di un’occasione per ripensare il ruolo dei quartieri, il rapporto tra cultura e territorio, il modo in cui una comunità accompagna le proprie trasformazioni.

Per questo il Circolo Cooperativo Martiri della Libertà ha promosso l’iniziativa “Aspettando il Museo del Fumetto”, con il patrocinio del Comune di Monza e in collaborazione con il Museo del Fumetto.

L’idea è semplice e bella: coinvolgere le bambine e i bambini delle scuole dei quartieri Cederna, San Donato e Sant’Albino in un concorso creativo dal titolo “Il mio eroe a fumetti”.

Ai bambini sarà chiesto di disegnare un personaggio che vorrebbero incontrare nel futuro Museo del Fumetto. A ciascun partecipante verranno consegnati un foglio ufficiale per il disegno, una matita e un quaderno. Gli elaborati saranno raccolti entro il 25 settembre e valutati dalla Giuria dei Supereroi, composta da rappresentanti del mondo educativo, culturale, artistico, istituzionale e territoriale. La mostra finale e la premiazione si terranno sabato 3 ottobre presso il Circolo Cooperativo Martiri della Libertà, in via Pompeo Mariani 6.

L’iniziativa non nasce come una competizione rigida. Non si cerca il disegno tecnicamente perfetto, ma la fantasia, il colore, l’originalità, la capacità dei bambini di immaginare un personaggio e, attraverso quel personaggio, un pezzo di futuro del quartiere. È un modo semplice per dire che un museo non comincia il giorno dell’inaugurazione: comincia prima, quando una comunità inizia a sentirlo come qualcosa che la riguarda.

Cederna è un quartiere che sta attraversando una fase di cambiamento. Il futuro Museo del Fumetto, la nuova biblioteca nell’area dell’ex Cotonificio, la Casa di Comunità, gli interventi sugli spazi pubblici e sui servizi non sono tasselli separati: raccontano una trasformazione più ampia, che può ridare centralità a una parte della città troppo spesso considerata periferica solo perché lontana dai riflettori del centro.

Naturalmente, su questi percorsi ci sono tempi, problemi, ritardi, passaggi amministrativi da seguire. È giusto vigilare, chiedere conto, sollecitare. Ma limitarsi alla polemica sui ritardi rischia di lasciare il quartiere fermo proprio mentre aspetta di cambiare. Forse, accanto alla critica, serve anche un altro lavoro: costruire partecipazione, tenere vivo il rapporto con le scuole, coinvolgere le famiglie, preparare il territorio ad accogliere le novità che arriveranno.

È quello che prova a fare questa iniziativa della Cooperativa Martiri della Libertà. Non una grande operazione di immagine, ma un gesto concreto: un foglio, una matita, un quaderno, una mostra finale, una comunità che si ritrova intorno ai disegni dei bambini.

La scelta della Cooperativa non è casuale. Il Circolo Cooperativo Martiri della Libertà nasce nel 1951 nel quartiere Cederna, dentro una stagione in cui le cooperative popolari rappresentavano luoghi di incontro, mutualità, partecipazione e vita democratica. Cederna era allora un quartiere fortemente segnato dalla presenza operaia e dalla storia del Cotonificio, luogo di lavoro e di identità collettiva per molte famiglie del territorio.

soci cooperativa martiri libertaI soci del Circolo Cooperativo Martiri della Libertà

Oggi quella storia può parlare ancora. Non per nostalgia, ma perché i luoghi popolari, se restano vivi, possono continuare a fare quello che hanno sempre fatto nei momenti migliori: creare relazioni, accompagnare i cambiamenti, tenere insieme memoria e futuro.

Il Museo del Fumetto sarà certamente un’occasione culturale per Monza. Ma per Cederna, San Donato e Sant’Albino può essere qualcosa di più: un segnale di attenzione, un investimento simbolico e concreto, una possibilità di far crescere nuove energie intorno alla scuola, alla cultura, ai bambini, agli spazi pubblici.

La politica dovrebbe servire anche a questo: non solo a commentare ciò che manca, ma a costruire ciò che può nascere. Non solo a misurare i ritardi, ma ad accorciare la distanza tra le opere pubbliche e la vita reale delle persone.

Con “Aspettando il Museo del Fumetto”, il quartiere non resta alla finestra, comincia a immaginare. E lo fa nel modo migliore: partendo dagli occhi dei bambini.

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