pd conferenza stampa 12 giugnoVorrebbero far credere che questa è “una variante light”, ma non è così. Il tentativo di farla passare come una “variantina” ha il solo scopo di far abbassare la guardia all’opinione pubblica. Le varianti normative sono forse di più difficile comprensione, ma il diavolo si nasconde nei dettagli. A questo aggiungiamo una gestione dell’iter di approvazione in Consiglio Comunale dadaista, viste le reiterate violazioni di ogni elementare diritto dei consiglieri, il tutto con il suffragio del presidente che, a colpi di maggioranza, impone i voleri  della giunta.

Ottenere maggiori volumetrie come premio e sconti sulle dotazioni di servizi per la città sarà semplicissimo. Basterà, per fare un esempio, mettere un po’ di erba sui tetti o una colonnina per la ricarica elettrica ed il gioco è fatto. Perfino la relazione di Valutazione Ambientale Strategica lo ammette: sarà sufficiente attenersi alle attuali leggi di mercato che già chiedono che l’edilizia moderna risponda a criteri di risparmio energetico per ottenere grossi vantaggi economici.

Trasformano in semplici indirizzi le prescrizioni necessarie per dare una fisionomia al Piano, comprese le quote delle destinazioni d’uso degli immobili e svaniscono interi articoli su rete ecologica comunale e rete dell’urbanità e della naturalità diffusa. Altro che “svolta green”!

Sulle aree D1, quelle dove attualmente sono in corso attività economiche che garantiscono posti di lavoro, si incentivano le dismissioni delle stesse, perché sarà possibile realizzare facilmente edifici residenziali senza oltretutto passare da una variante, cioè senza un confronto pubblico in Consiglio Comunale. Come se non bastasse, il combinato disposto di questa norma con le leggi regionali sul patrimonio edilizio dismesso e sulle aree di rigenerazione urbana, garantirà aumenti di volumetrie del 20-25%, iter procedurali agevolati e accesso a fondi regionali: insomma si fa di tutto per invogliare a chiudere le aziende!

Abbiamo in città circa cinquemila alloggi sfitti, ma abbiamo anche centinaia di giovani coppie che non hanno una casa. Questa Amministrazione allora cosa fa? Elimina l’obbligo di destinare alla locazione almeno il 33% delle case realizzate in edilizia convenzionata e addirittura consente agli operatori di trasformare la quota obbligatoria di alloggi per edilizia convenzionata in soldi da versare al Comune. Fondi che rimarranno, insieme a decine di altri milioni non spesi da questa Giunta, ad ingrossare le casse comunali.

Sulle aree verdi (V) e per lo sport (S) non vengono più definiti i parametri edificatori che sono demandati direttamente alla Giunta, tagliando fuori anche queste strutture dal controllo del Consiglio Comunale.

Sparisce il divieto di insediamento delle Grandi Superfici di Vendita (i grandi centri commerciali) sul territorio comunale, in barba alla retorica sui piccoli esercenti.

Le dimensioni degli edifici non saranno più definite dai metri in altezza ma da numero di piani che li costituiscono. In questo modo, come per magia, porticati e sottotetti non saranno più conteggiati e la sagoma dell’edificio sarà maggiore, interrompendo una caratteristica tipica della nostra città, che la differenzia rispetto ad altri contesti urbani della periferia metropolitana.

Alcune aree, dal punto di vista urbanistico particolarmente interessanti, i cosiddetti AcT, la cui attuazione era vincolata a Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica, vista la loro importanza strategica e le pressioni antropiche che subiscono, vengono equiparate a semplici Ambiti di Trasformazione, con premialità possibili che triplicano gli indici di edificazione. Eppure, nonostante questo, la Giunta continua a sostenere che non aumenta il peso insediativo rispetto a ciò che è previsto nell’attuale PGT.

Il disegno delle aree pubbliche contenuto nel Piano rimane solo in teoria. Il legame con alcuni ambiti viene cancellato (a cominciare ancora una volta dalla Cascinazza…). Sarà facoltativo reperire internamente le aree a servizi, distruggendo in tal modo la previsione di recupero di aree strategiche e creando un evidente danno economico al Comune, che si ritroverà in cessione tanti fazzoletti di valore strategico ed economico nullo.

Infine, senza averne esplicitato il motivo, viene eliminato il divieto di realizzare nuovi edifici nel Parco!

E continuano a chiamarla variantina…

Guarda il video della conferenza stampa del Partito Democratico di Monza

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