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conf-polemica-ptSe entro il 17 marzo la mega variante al pgt non verrà approvata andrà…”in prescrizione”. Pur di approvare a tutti i costi la variante, ancora una volta Mariani and C. non hanno avuto scrupoli nel fendere colpi bassi e umiliare così democrazia consigliare e le istituzioni comunali.

 

Martedì sera infatti la maggioranza non si è presentata nella riunione Capigruppo, facendo mancare (per un voto) il numero necessario per decidere il programma dei prossimi consigli.

Questo escamotage (premeditato) ha fatto sì che il Presidente del Consiglio Inga (che dovrebbe svolgere una funzione super partes) , dopo solo un’ora ha fatto pervenire le convocazioni.

La prima convocazione è di Venerdì mattina, per  poter procedere anche in presenza nella seconda con soli 14 consiglieri e prevedendo  un calendario incredibile: Sabato e Domenica tutto il giorno e da Lunedì sera a Giovedì sera

Il tutto sta avvenendo con una maggioranza politica che non c’è più: 20 consiglieri da una parte, 20 dall’altra e il “pendolo” De Pasquale che si è tirato fuori.

Marco Mariani ha dichiarato di non voler abbandonare la nave come Schettino ma il rischio che finisca di arenarsi sugli scogli è molto alto.

Con una conferenza stampa tenuta Mercoledì dai  GRUPPI CONSILIARI DI: CITTA’ PERSONE, PARTITO DEMOCRATICO, SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’, FUTURO E LIBERTA’, FORZA LOMBARDA E UNIONE DI CENTRO si è informato la città su quanto sta accadendo e sta per accadere.

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Per Roberto  Scanagatti candidato Sindaco per il centrosinistra:

“E’ del tutto inaccettabile la maratona imposta dal sindaco Mariani per approvare velocemente la variante urbanistica, che prevede una colata di cemento da 4 milioni di metri cubi, più di 300 mila solo nell’area verde e agricola della Cascinazza, su cui insistono forti interessi della famiglia Berlusconi.

Se l’esecutore è il sindaco, il mandante è Paolo Romani, assessore ‘fantasma’ monzese, il quale, dopo aver concepito lo scempio, è tornato in città giusto in tempo per assicurarsi la riuscita dell'intera operazione, compresi i vantaggi che deriveranno alla famiglia dell’ex premier”.

“Si ascolti la nostra proposta – continua Scanagatti -, anche perché la maggioranza è risicata e traballante e dubitiamo che avranno i numeri per andare in fondo: si sospenda l’esame della variante per poche settimane, fino al voto di maggio e si lasci decidere ai monzesi se sono d’accordo con la proposta di Mariani e Romani, che apre le porte alla speculazione, cancellerà l’80% delle aree verdi e agricole e svaluterà il patrimonio edilizio esistente dei monzesi, oppure se sarà meglio la nostra, che prevede uno sviluppo equilibrato della città, il recupero delle aree dismesse e impedisce il consumo di suolo a Monza”.

Da Sabato quindi inizia una battaglia finale dall’esito incerto e che dovrà quindi avere il sostegno del nostro partito e dei comitati che in questi anni si sono mobilitato affinché questa variante non sia votata per la salvezza del futuro di questa nostra Monza.

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