coroSi è svolto al Liceo Porta di Monza, l’incontro organizzato da ReteScuole Monza e Brianza con lo psicologo, psicoterapeuta e formatore Diego Miscioscia dal titolo “Ri-svegliare la scuola”.

Hanno aperto la serata le bravissime ragazze del corso del Gruppo di Teatro del Liceo Porta che hanno letto alcune citazioni di Gianni Rodari, Alberto Manzi, Pietro Clamandrei, Ghandi e altri autori a proposito di scuola e del ruolo fondamentale che riveste nella società.

ReteScuole Monza e Brianza, ha proseguito sollecitando i Presidenti dei Consigli di Istituto e di Circolo Monzesi a mettersi “in rete” per cercare strategie comuni contro le ipotesi di Dimensionamento Scolastico nella nostra città che penalizzerebbero in particolare le scuole medie. Si parla, infatti, di accorparle ai Circoli esistenti (per esempio, la succursale della Confalonieri al IV Circolo, la Bellani al VII Circolo e l’Ardigò al III Circolo) solo per risparmiare ancora una volta sulla scuola, incrementando il numero degli studenti e caricando i Direttori Didattici di maggiori compiti a  discapito del buon funzionamento delle strutture stesse.

È stato poi presentato il Vademecum “Scuola pubblica, Bene comune” elaborato durante la scorsa estate da ReteScuole (scaricabile dal sito www.retescuole.net), un kit di resistenza per far conoscere a tutti quali sono le violazioni più frequenti che avvengono nelle scuole (utilizzo degli insegnati di sostegno come supplenti per fare solo un esempio) e come si può intervenire perché non si verifichino più.

Ha poi preso la parola Diego Miscioscia , che ha presentato il suo lavoro “Ri-svegliare la scuola”, frutto di un progetto realizzato con la Cooperativa sociale Borgocometa di Monza e i ragazzi della scuola media. Il tema è quello dell’adolescenza, periodo critico per eccellenza dei ragazzi.

Ha parlato di come sono cambiati i ragazzi di oggi, di cosa si aspettano dalla scuola e di come questa deve rispondere ai loro bisogni. «Spesso figli unici, i ragazzi crescono con genitori che gli concedono tutto e li valorizzano come se fossero dei gioielli» ha detto. «Per questo, da adolescenti hanno forti tratti narcisistici e desiderio di protagonismo. E non sono più allenati alla frustrazione, come eravamo noi.

Se a scuola non ce la fanno si sentono subito inadeguati e, se non trovano adulti in grado di mettersi in contatto con le loro passioni, possono diventare ‘cattivi’. Spesso rivolgono la cattiveria contro loro stessi, smettendo di fare qualunque cosa. Si addormentano, si anestetizzano. Per farli ri-appassionare allo studio, a questi ragazzi serve un approccio educativo incoraggiante, valorizzante, empatico. Mai giudicante. Lo studio è dolore se non c’è passione. Bisogna ri-svegliare in loro la passione”.

Senza risorse, la scuola non può fare molto per questi ragazzi.

Ecco perché ReteScuole ha chiuso la serata invitando ancora una volta i presidenti dei consigli di  Circolo e di Istituto del territorio a “fare rete” sui temi più importanti che riguardano la scuola. E a combattere affinché la scuola sia sempre più di qualità.

Una Legge di iniziativa popolare per una Buona Scuola (scritta da Retescuole con altri comitati che operano in difesa della scuola pubblica sparsi in tutta Italia) è stata consegnata al Parlamento il 4 agosto 2006, accompagnata da 100.000 firme di cittadini e cittadine e giace in un cassetto della VII Commissione (Legge n°1 della XVI Legislatura già legge N°1600 della XV).

Nei prossimi mesi ReteScuole Monza e Brianza organizzerà nuove iniziative per sensibilizzare la cittadinanza sul tema della scuola pubblica, proprio a partire da questa Legge.

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