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Marco Sala – Pd: il risultato di una squadra, adesso (come prima) tutti con Roberto
Innanzitutto grazie per l’impegno, la passione, la disponibilità, il crederci che TUTTI avete messo in questa campagna elettorale... Leggi tutto
| Passa la manovra e il PD vigila |
| PD Nazionale - PD Nazionale |
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Questo Governo ha il compito, con l'aiuto di tutti, di evitare la catastrofe, di togliere l'Italia dal fronte più esposto della crisi, di far sentire la voce italiana a correzione di politiche europee palesemente inadeguate. Noi non abbiamo mai taciuto negli ultimi due anni le nostre preoccupazioni, la nostra analisi della crisi, i rischi che incombevano sul Paese e i problemi, quando non si affrontano e quando li si nega, si aggravano e le medicine, a quel punto, diventano più pesanti. Questo lo sappiamo e questo lo vediamo. A questo proposito, colleghi leghisti, cosa dire? Non c'è nessuna esibizione e nessuna vostra critica che possa far dimenticare una cosa semplice e chiara: ve la state prendendo violentemente con chi è qui da otto giorni, ma voi avete guidato la macchina per otto anni e l'avete parcheggiata dove siamo adesso, e cioè ampiamente nei guai. O volete farci credere che venite dalla Padania di Marte? Basta demagogie, basta demagogie, dobbiamo dare prospettive all'Italia e alle nuove generazioni, e c'è un lavoro duro da fare, e non lo diciamo da oggi, l'abbiamo detto anche al vecchio Governo. Non vi tremi il polso, ed a questo Governo abbiamo chiesto coraggio e equità, e assieme all'equità abbiamo chiesto un'attenzione al problema della recessione a all'esigenza di dare qualche stimolo al lavoro e alle attività economiche. Non c'è dubbio che la manovra così com'è stata modificata dal Parlamento ha fatto dei passi avanti, li riconosciamo e lasciateci dire che vediamo in questo anche i segni del nostro lavoro, nella nostra iniziativa e delle nostre idee. Sia chiaro, ad esempio, che mentre rivendichiamo i cambiamenti che ci sono stati a proposito del sistema pensionistico, della rivalutazione, alcune attenuazioni delle punte più acute, lavoratori in mobilità e così via, però voglio dirlo davanti al Paese: non ci sfugge il peso del mutamento nei progetti di vita di tante persone. Lamentiamo ancora, lasciatecelo dire, che riforme di questo genere, che hanno un loro concetto - certo utile - meriterebbero però una qualche gradualità in più, una qualche ponderazione in più. Certo ci sono cose in questa manovra, voglio dirlo, che non si sono mai viste in Italia, non si sono mai viste: la progressività netta sugli immobili, il coinvolgimento delle rendite finanziarie, la trasparenza a fini fiscali dei movimenti bancari, il concorso degli scudati. Sono novità rilevanti per questo Paese e assieme a questo, perché voglio essere chiaro, continuiamo a pensare, signor Presidente del Consiglio, che uno sforzo in più sulla tracciabilità andasse fatto e andrà fatto. Continuiamo a considerare che un'operazione vera e propria sul tema dei patrimoni, a cominciare da quelli immobiliari, ci avrebbe consentito - sarebbe stata fattibile - da subito anche di avere qualche esenzione ulteriore in più sull'IMU, pure apprezzando quello che è avvenuto in termini di esenzione anche nella sua curvatura per la prima volta familiare”. (per leggere di più http://beta.partitodemocratico.it/doc/228197/la-camera-dei-deputati-approva-la-manovra-economica.htm ) |
Commenti
Dici cose giuste Bersani,ma ormai è marcita.
esempio: un lavoratore che ha iniziato a lavorare all’età di 15 anni e
che nel 2011 ha 51 anni di età e 36 anni di contributi. In base alla vecchia normativa
avrebbe maturato il diritto a pensione con 40 anni di contributi e conseguito la pensione
dopo un anno e 3 mesi, ad aprile 2017.
Alla luce dei nuovi requisiti tale dipendente dovrà lavorare almeno fino a
raggiungere 42 anni e 10 mesi, cioè fino all’ottobre del 2018 con prima decorrenza utile
novembre dello stesso anno. Ma a quella data il lavoratore avrà 58 anni di età e pertanto
se non vuole incorrere nella riduzione di circa il 9% (1/12 del 2% per ogni mese mancante
al raggiungimento di 62 anni e 7 mesi) della quota di pensione calcolata sull’anzianità
contributiva maturata fino al 2011, dovrà continuare l’attività lavorativa per almeno altri 5
anni (dovrà lavorare 48 anni).
Le esemplificazion i mettono in tutta evidenza che le modifiche apportate incidono in
modo repentino e non graduale sull’innalzamen to dei requisiti per il diritto a pensione.