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Marco Sala – Pd: il risultato di una squadra, adesso (come prima) tutti con Roberto
Innanzitutto grazie per l’impegno, la passione, la disponibilità, il crederci che TUTTI avete messo in questa campagna elettorale... Leggi tutto
| Scuola: salviamo i servizi e la qualità dell’offerta |
| PD MB - Regione - PD Regione Lombardia |
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Nella riunione è stato affrontato il tema della riorganizzazione degli uffici scolastici regionali che, a seguito del decreto ministeriale, rischiano pesanti tagli, ad esempio nelle province di Lodi e di Sondrio dove si parla da tempo di chiudere la sede dell'ufficio scolastico territoriale. I consiglieri hanno chiesto a Colosio di conoscere i termini della questione a tutto tondo e quali proposte vengano dall'Ufficio scolastico regionale. Il dirigente ha fatto sapere che il decreto ministeriale concernente la riorganizzazione del Ministero dell'Istruzione apporta una riduzione del 10% dei dirigenti degli uffici e delle relative dotazioni organiche. Praticamente, in Lombardia si passerebbe da 21 a 17 sedi. Il ruolo degli uffici scolastici provinciali è particolarmente delicato, visto che in Lombardia - su una popolazione di un milione e mezzo di studenti, università escluse - devono gestire 145mila insegnanti, di cui 30mila precari con contratti annuali. "L'idea del dirigente Colosio per affrontare la nuova situazione -hanno commentato Pizzul e Santantonio, ricordando quanto emerso dall'incontro - è di proporre una ristrutturazione generale per un nuovo assetto dei servizi amministrativi della scuola lombarda. L'obiettivo è di ottimizzare gli uffici senza penalizzare i territori, utilizzando gli Ster, le sedi territoriali di Regione Lombardia, e questo porterebbe a un significativo risparmio dei costi di gestione - proseguono i due esponenti Pd -. Colosio cerca una soluzione per non togliere i servizi al territorio, mantenendo gli uffici scolastici e diminuendo i costi". Il risparmio sarebbe tale da salvare i servizi territoriali delle varie province e da garantire un modello organizzativo che permetterebbe alla scuola lombarda quell'autonomia già prevista dalla legge Bassanini e mai attuata compiutamente. "Un'autonomia che porterebbe molte più risorse di quante oggi arrivano nella nostra regione, frutto di un riparto nazionale che non tiene in considerazione i numeri straordinari per quantità e qualità della scuola lombarda. Numeri che sono elemento indispensabile per una regione che vuole definirsi moderna e competitiva", hanno aggiunto Pizzul e Santantonio. I consiglieri democratici hanno dichiarato interesse per il possibile utilizzo dei cosiddetti Pirellini che porterebbe a riunire in questi nuovi uffici anche le competenze e le funzioni in materia scolastica di Province e Regione, dando avvio a un nuovo modello organizzativo territoriale. "La Regione - hanno concluso gli esponenti Pd - deve affiancare con un'iniziativa politica forte la nuova ipotesi di organizzazione regionale che metterebbe la Lombardia nella condizione di valorizzare l'autonomia della scuola lombarda, riconosciuta e mai attuata dalla legge regionale 19, e di mantenere alto il livello dell'offerta formativa". |